ROMA - Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia di un attacco a un impianto energetico iraniano ad Asaluyeh, diffusa dai media ufficiali di Teheran.
Il greggio Wti (West Texas Intermediate), uno dei principali tipi di petrolio di riferimento negli Stati Uniti, in mattinata registrava un calo superiore al 3% ma ha poi invertito la rotta e nel corso della giornata è salito fino a 98,45 dollari al barile.
Dopo le minacce di risposta dell’Iran agli attacchi alle sue infrastrutture energetiche, inoltre, anche il Brent - il principale riferimento per i mercati europei e internazionali - ha accelerato arrivando a guadagnare fino al 5% e toccando i 108 dollari al barile.
In questo contesto, il governo italiano valuta misure urgenti, e un Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi già in serata, con i ministri preallertati dopo una serie di incontri a Palazzo Chigi.
Al centro della convocazione c’è il dossier carburanti, affrontato in un vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, con particolare attenzione anche a eventuali fenomeni di speculazione.
Tra le ipotesi allo studio ci sono interventi per contenere i prezzi alla pompa. “Per me dobbiamo scendere sotto 1,90 euro al litro, non solo sotto i due euro, ovviamente per i diesel, quindi almeno 20, 25 centesimi al litro”, ha detto Matteo Salvini, che ha incontrato a Milano rappresentanti delle compagnie petrolifere.
“Diciamo che le proposte che stiamo avanzando come Lega da giorni sono un tetto al prezzo, un intervento sulle accise e anche una discussione a Bruxelles su altre forme di tasse, come gli ETS che in questo momento non hanno senso, e il Green Deal che in questo momento è veramente un suicidio”, ha aggiunto.
Il ministro ha spiegato che l’obiettivo immediato è “ridurre i prezzi alla pompa di benzina, quindi bloccare l’aumento, bloccare la speculazioni, aiutare famiglie e imprese e mettere un tetto al prezzo del gasolio e della benzina”.
Sul possibile tetto ai prezzi, il vicepremier ha indicato tempi rapidi. “A un tetto sui prezzi ci sta lavorando il ministro Giorgetti e conto che già da domani gli italiani tocchino con mano l’intervento cui stiamo lavorando”.
Il vicepremier ha poi collegato il tema energetico anche ai rapporti internazionali, sostenendo la necessità di riaprire il dialogo con Mosca. “Continuo a rimanere convinto che se non è oggi sarà settimana prossima, o sarà fra un mese, ma riaprire un dialogo con la Russia è doveroso. Gli unici che ci stanno perdendo siamo noi e quindi spero che a Bruxelles qualcuno si svegli”, ha concluso.