GAZA - Il piano di Donald Trump per il Medio Oriente entra in una fase cruciale con la formazione del Board of Peace for Gaza (Consiglio di Pace per Gaza). L’organismo, guidato personalmente dal presidente Usa, punta a diventare il centro di gravità per la ricostruzione e la governance della Striscia, coinvolgendo una lista senza precedenti di leader mondiali e figure chiave della finanza globale.
La notizia più clamorosa riguarda il coinvolgimento del Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha confermato che Vladimir Putin ha ricevuto un invito formale tramite canali diplomatici. “Stiamo studiando tutti i dettagli della proposta e intendiamo contattare la parte Usa per chiarire i termini della partecipazione”, ha spiegato Peskov, segnando una potenziale apertura di cooperazione tra Washington e Mosca sul dossier mediorientale.
Anche l’Italia è chiamata a giocare un ruolo di primo piano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato l’invito, assicurando che “l’Italia può essere protagonista in questo processo di pace”.
Tra gli altri leader invitati figurano: Viktor Orban (Ungheria), Edi Rama (Albania), Alexander Lukashenko (Bielorussia) che ha già “accolto favorevolmente” l’offerta. Oltre a Benjamin Netanyahu (Israele), Recep Tayyip Erdogan (Turchia), Abdel Fattah al-Sisi (Egitto) e Re Abdallah II di Giordania. Infine, sono stati convocati anche Narendra Modi (India), Lula da Silva (Brasile) e Javier Milei (Argentina).
Dall’Onu è arrivato un sostanziale via libera: il portavoce di Antonio Guterres ha sottolineato che gli Stati membri sono “liberi di partecipare” a organizzazioni indipendenti per favorire la pace.
Il progetto della Casa Bianca non è solo diplomatico, ma operativo, e si articola su tre livelli distinti. Il primo è il Board of Peace, un Consiglio Strategico incaricato di supervisionare l’attuazione dei 20 punti del piano Trump, occupandosi di mobilitazione di capitali, relazioni regionali e attrazione di investimenti. Tra i suoi membri chiave figurano lo stesso Donald Trump, Marco Rubio, Jared Kushner, Tony Blair, Marc Rowan e Ajay Banga.
Il secondo livello è costituito dal Comitato Tecnocratico Palestinese, composto da 15 personalità sotto la presidenza di Ali Shaath, che agirà come governo di transizione sul campo per ripristinare i servizi essenziali e le istituzioni civili sotto la supervisione del Board.
Infine, l’Executive Board opererà come tavolo tecnico per garantire una governance efficace, avvalendosi di figure come l’inviata Onu Sigrid Kaag, il capo dell’intelligence egiziana Hassan Rashad, il ministro turco Hakan Fidan e il miliardario israeliano Yakir Gabay.
Secondo la Casa Bianca, il Consiglio avrà la responsabilità di garantire la “accountability” (responsabilità) durante il passaggio di Gaza dal conflitto allo sviluppo. La presenza di figure come Marc Rowan e Ajay Banga suggerisce che il pilastro economico - basato su finanziamenti su larga scala e investimenti privati - sarà il vero motore della strategia di Trump per stabilizzare l’area dopo due anni di devastazione.