CANBERRA - Il dato, diffuso dall’Australian Bureau of Statistics (ABS), ha superato le attese degli analisti, che stimavano un incremento compreso tra lo 0,4% e lo 0,5%.
Su base annua, il PIL cresce così dell’1,8%, il ritmo più sostenuto degli ultimi due anni, ben al di sopra della previsione della Reserve Bank of Australia (RBA) che indicava un +1,6%. Si tratta di un netto miglioramento rispetto all’1,3% segnato a marzo e al debole +0,2% del primo trimestre dell’anno.
Il motore principale della crescita è stato rappresentato dai consumi delle famiglie, aumentati dello 0,9% rispetto allo 0,4% del trimestre precedente. La spesa discrezionale, che include beni non essenziali come arredamento, veicoli e prodotti ricreativi, è salita dell’1,4%, mentre le spese essenziali hanno registrato un +0,5%. Anche la spesa pubblica è cresciuta dell’1%, controbilanciando in parte il calo degli investimenti pubblici.
Gli investimenti privati, invece, hanno mostrato un incremento limitato (+0,1% contro il +0,6% del trimestre precedente), segnale che le imprese restano caute in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forte incertezza.
Il responsabile della contabilità nazionale dell’ABS, Tom Lay, ha spiegato che “la crescita è rimbalzata nel secondo trimestre dopo la debolezza del primo, influenzato pesantemente dal maltempo”.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha accolto i dati come un segnale incoraggiante: “Questa è una ripresa benvenuta e marcata, che conferma la solidità della domanda privata”. Chalmers ha inoltre sottolineato che l’Australia continua a mostrare prestazioni migliori rispetto ad alcune economie comparabili, come Germania e Canada, che nello stesso periodo hanno registrato contrazioni.
Il PIL pro capite è cresciuto dello 0,2%, evitando così una nuova recessione tecnica pro capite: è solo la seconda volta negli ultimi dieci trimestri che il dato torna positivo, riflettendo un miglioramento, seppur modesto, del livello di vita medio.
Gli indicatori finanziari hanno reagito con un andamento irregolare: il dollaro australiano e i rendimenti obbligazionari sono saliti, mentre la borsa ha subito correzioni, segnale che i mercati hanno ridotto le aspettative di ulteriori tagli ai tassi d’interesse da parte della RBA. L’istituto centrale aveva già effettuato tre riduzioni nel corso dell’anno per sostenere la crescita, ma l’inaspettato rialzo dell’inflazione a luglio, unito al dato forte sul PIL, rende meno probabile un ulteriore allentamento monetario a breve.