ROMA - La pirateria nel settore editoriale continua a incidere per circa un terzo del mercato, con perdite stimate in 722 milioni di euro nel 2025, in aumento rispetto ai 687 milioni rilevati due anni fa.
È quanto emerge dalla quarta indagine Ipsos Doxa, commissionata dall’Associazione italiana editori (Aie) e presentata al ministero della Cultura durante l’incontro “La pirateria nell’editoria libraria ai tempi dell’Intelligenza Artificiale”, organizzato da Gli Editori.
Al dato economico diretto si aggiunge l’impatto, difficilmente quantificabile, dell’uso di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale. Secondo la ricerca, i riassunti prodotti con l’IA vengono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari e dal 22% dei liberi professionisti.
Le rielaborazioni ottenute tramite IA sono conservate nel 45% dei casi, percentuale che sale al 60% tra gli universitari, e in una quota compresa tra il 20% e il 36% vengono condivise con conoscenti o tramite sistemi di comunicazione elettronici.
La consapevolezza dei rischi resta limitata e solo il 34% degli over 15 sa che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti da diritto d’autore senza autorizzazione. A piratare libri a stampa, digitali e banche dati è il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari e il 48% dei liberi professionisti.
L’effetto stimato è una perdita di 4.500 posti di lavoro nel solo comparto editoriale, con un danno complessivo per il sistema Paese di 1,95 miliardi di euro e 313 milioni di minori entrate fiscali.
Il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini ha definito la lotta alla pirateria “una battaglia fondamentale al centro dell’attenzione del governo” e ha parlato di “ladri di futuro”, spiegando che “chi compie un atto di pirateria editoriale ruba il futuro a sé stesso” e al settore creativo.
Ha ricordato le campagne istituzionali realizzate con Agcom e Fapav e ha annunciato la valutazione di nuove iniziative, anche coinvolgendo influencer per sensibilizzare i giovani. Barachini ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi dell’IA per il diritto d’autore e sul lavoro della commissione istituita per studiarne l’impatto.
Per il presidente dell’Aie Innocenzo Cipolletta, “il livello della pirateria resta drammaticamente alto e produce danni enormi: 722 milioni di euro di perdite dirette, pari a circa il 30% del valore complessivo del mercato editoriale, quasi due miliardi di euro se consideriamo l’intero indotto”.
Cipolletta ha sottolineato la necessità di informare i cittadini sui rischi di un uso improprio degli algoritmi e di far rispettare l’AI Act europeo, chiedendo anche un rafforzamento delle misure di oscuramento dei siti pirata e interventi sulle piattaforme di messaggistica.
Il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti ha parlato di un settore che affronta una pirateria “cartacea, digitale e sulle risorse economiche” e ha chiesto decisioni politiche per aggiornare il quadro normativo.
“Tra internet, i social e l’intelligenza artificiale è un far west che non è stato ancora regolamentato”, ha detto, sollecitando una nuova legge capace di rispondere ai cambiamenti intervenuti rispetto alla normativa del 1981.