CANBERRA - L’Australia si prepara a ricevere maggiori volumi di carburante grazie a un nuovo accordo con i fornitori, ma per gli automobilisti il sollievo sui prezzi non sarà immediato.
Il governo federale ha raggiunto un’intesa con le due principali raffinerie del Paese, Viva Energy a Geelong e Ampol a Brisbane, per aumentare le importazioni e stabilizzare la distribuzione.
Il primo ministro Anthony Albanese ha chiarito che la priorità è garantire la disponibilità, soprattutto nelle aree più sotto pressione. “Non è una situazione normale”, ha dichiarato, sottolineando che l’esecutivo potrà indirizzare le forniture verso le regioni con maggiori difficoltà.
L’accordo è stato reso possibile anche da nuove norme approvate in tempi rapidi dal Parlamento, che consentono al governo di sostenere economicamente le importazioni. L’obiettivo è ridurre i rischi per le aziende in un contesto di forte volatilità dei prezzi energetici.
Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha spiegato che le condizioni attuali rendono più complessi gli acquisti sul mercato internazionale. L’intervento pubblico permette alle compagnie di accedere a forniture che, in condizioni normali, sarebbero considerate troppo rischiose o poco convenienti.
Nonostante questo rafforzamento delle scorte, la situazione resta tesa. A livello nazionale, oltre 200 stazioni di servizio risultano senza gasolio e decine sono prive di benzina. Nel New South Wales, circa l’1 per cento dei punti vendita non dispone di alcun carburante.
Il contesto globale continua a influenzare il mercato interno. Lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il petrolio mondiale, resta incerto dopo nuovi sviluppi nel conflitto in Medio Oriente. Anche in caso di riapertura, gli effetti sulle forniture richiederanno tempo per essere assorbiti.
Gli esperti avvertono che i prezzi alla pompa resteranno elevati ancora per mesi. Il motivo è legato alla struttura della filiera: il carburante già acquistato a costi più alti continuerà a circolare prima che eventuali ribassi si riflettano sui consumatori.
Secondo il settore petrolifero, un eventuale miglioramento si vedrà solo gradualmente, man mano che le nuove forniture sostituiranno quelle più costose. Una dinamica confermata anche dagli analisti della catena di distribuzione.
Nel frattempo, l’opposizione ha chiesto maggiore trasparenza, proponendo la creazione di un sistema pubblico per tenere sotto osservazione le riserve nazionali e la disponibilità nei distributori.
Il quadro resta quindi articolato: più carburante in arrivo e distribuzione più controllata, ma prezzi ancora alti nel breve periodo, in un mercato che continua a risentire delle tensioni internazionali.