MELBOURNE - La presenza della polizia nel centro della capitale sarà quasi raddoppiata con il rilancio dell’Operation Harmony, un piano che punta a contrastare la microcriminalità e i comportamenti antisociali nelle aree più frequentate della città.

Victoria Police ha annunciato una massiccia redistribuzione degli agenti, con pattuglie a piedi rafforzate nelle principali zone del centro, tra cui stazioni ferroviarie, aree commerciali e vie dello shopping.

L’operazione, già sperimentata a dicembre, aveva portato a 66 arresti e oltre 470 multe. Secondo la polizia, l’iniziativa era stata accolta positivamente da residenti e commercianti, rafforzando la sensazione di sicurezza nel centro urbano.

Tra le priorità figurano i comportamenti antisociali attorno a Flinders Street Station, i furti nei negozi lungo Bourke Street Mall e l’uso irregolare di e-bike ed e-scooter. Attenzione anche ai furti d’auto nei parcheggi e al contatto con persone senza dimora, con l’obiettivo di indirizzarle verso servizi di assistenza.

Gli agenti aggiuntivi saranno reclutati da unità specialistiche a livello statale, tra cui la polizia a cavallo e le squadre di intervento per l’ordine pubblico.

Secondo il comando regionale, l’obiettivo non è solo contrastare reati specifici, ma anche rafforzare l’immagine della città come luogo sicuro. “Vogliamo aumentare la percezione di sicurezza per chi vive, lavora o visita il centro”, ha spiegato la comandante ad interim Belinda Jones.

I dati indicano che i reati violenti nel centro di Melbourne restano relativamente contenuti, ma la strategia punta a intervenire su fenomeni considerati più visibili e diffusi.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di crescita della criminalità nello Stato, che ha spinto le autorità a rafforzare strumenti e presenza sul territorio.

Non mancano però le critiche. Alcuni gruppi per i diritti civili accusano la polizia di ricorrere a controlli sproporzionati, in particolare nei confronti delle minoranze.

La designazione del CBD come area in cui è possibile effettuare perquisizioni senza motivo specifico ha già portato a un ricorso legale. Secondo le organizzazioni attiviste, l’aumento dei poteri e della presenza degli agenti rischia di accentuare episodi di discriminazione.

Studi recenti indicano che comunità aborigene e gruppi di origine africana, mediorientale e del Pacifico sono più frequentemente oggetto di controlli.

Il rafforzamento della presenza della polizia, quindi, divide. Da un lato, la richiesta di maggiore sicurezza; dall’altro, il timore di un uso eccessivo dei poteri.