ROMA - La notizia dell’incontro avvenuto a inizio febbraio tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Vladimirovic Paramonov, anticipata dal Corriere della Sera, ha sollevato critiche da parte delle opposizioni, mentre dal governo arriva una difesa dell’iniziativa come normale prassi diplomatica. 

“Non è un’anomalia un incontro del genere”, ha chiarito Cirielli, spiegando che “se abbiamo un ambasciatore accreditato e chiede di parlare, ci parliamo. In genere per prassi con l’ambasciatore si confronta il viceministro”. Il viceministro ha precisato che la Farnesina era informata: “Loro hanno chiesto un incontro, io ho informato e sono stato autorizzato. Al ministero era presente un funzionario della direzione generale e il mio capo della segreteria”. 

Il viceministro degli Esteri ha inoltre sottolineato che non si tratta della prima volta che incontra Paramonov. “È capitato almeno un’altra volta un anno fa, sempre su loro richiesta. Anche altri Paesi europei hanno incontri con gli ambasciatori se non li hanno espulsi”.  

Quanto alle indiscrezioni su una presunta irritazione della premier Giorgia Meloni, il viceministro si dice stupito: “Quattro o cinque giorni dopo l’incontro sono stato con la premier in Etiopia, non ne abbiamo proprio parlato”. 

Sulla vicenda interviene anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che definisce la polemica “inutile”, e sottolinea: “Il viceministro ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica italiana. Noi non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa”.  

Il vicepremier precisa anche che l’incontro è servito a ribadire la posizione italiana sull’Ucraina e che si è svolto “alla luce del sole” negli uffici della Farnesina, con la presenza di funzionari del ministero. 

Dalle opposizioni arrivano però forti critiche. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno parla di “fatto grave” che richiede chiarimenti su motivazioni e contenuti dell’incontro.  

“In un contesto di guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, ogni interlocuzione con rappresentanti del Cremlino deve avvenire nella massima trasparenza”, scrive su X, chiedendo al governo di fare chiarezza. 

Anche la deputata del Pd Lia Quartapelle chiede spiegazioni, sostenendo che dalle parole di Cirielli sembrerebbe emergere una riapertura delle relazioni con Mosca, mentre il segretario di +Europa Riccardo Magi invita la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a chiarire se sia in corso una “diplomazia parallela” con la Russia. 

Più duro il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, che chiede le dimissioni del viceministro e annuncia un’interrogazione parlamentare sostenendo che “la Russia è un Paese invasore che rifiuta la pace”.