MELBOURNE - La sicurezza torna al centro del confronto politico nel Victoria, con la proposta dell’opposizione Liberale di reclutare 3mila nuovi agenti di polizia, anche dall’estero.
Il piano, presentato in vista delle prossime elezioni, ha immediatamente acceso uno scontro con il governo, che lo definisce una mossa elettorale.
La leader dell’opposizione Jess Wilson ha annunciato un programma da centinaia di milioni di dollari per rafforzare le forze dell’ordine, colmando circa 1.500 posti vacanti e riaprendo fino a 40 stazioni al momento chiuse o operanti con orari ridotti. Una parte sostanziale del reclutamento dovrebbe arrivare da Regno Unito, Irlanda e Nuova Zelanda, con incentivi economici e procedure accelerate.
Secondo Wilson, la situazione attuale richiede interventi immediati. “Non è una mossa simbolica, ma una risposta concreta per garantire sicurezza”, ha affermato, sostenendo che la carenza di personale sta già limitando la presenza delle forze dell’ordine sul territorio.
I dati contribuiscono a rafforzare il punto. Un recente sondaggio indica che un residente su cinque non si sente al sicuro nel proprio quartiere, mentre un terzo percepisce un peggioramento rispetto all’anno precedente. Le statistiche ufficiali mostrano inoltre un aumento dei reati del 4,2 per cento nel 2025.
Il governo laburista respinge però le critiche, sottolineando gli investimenti già effettuati. Il ministro Sonya Kilkenny ha ricordato che sono stati stanziati 4,5 miliardi di dollari per la Victoria Police, con l’obiettivo di inserire migliaia di nuovi agenti. Secondo questa linea, il piano dell’opposizione non aggiungerebbe elementi concreti rispetto alle iniziative già in corso.
Anche sul piano economico emergono divergenze. L’opposizione stima il costo del progetto in circa 565 milioni di dollari nei primi quattro anni, ma il Dipartimento del Tesoro ritiene che la cifra potrebbe essere più elevata. Il nodo riguarda sia il reclutamento internazionale sia la sostenibilità a lungo termine.
Il modello proposto si ispira a esperienze già avviate in altri Stati, come il Western Australia, dove una parte degli agenti è stata reclutata all’estero. Gli incentivi includono contributi per il trasferimento, fissati attorno ai 5mila dollari per candidato.
Il dibattito riflette una tensione più ampia: come rispondere a un aumento percepito della criminalità senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici. La sicurezza è destinata a restare uno dei temi centrali della campagna elettorale, con posizioni divergenti su strumenti adottati e priorità.