CANBERRA - Alcuni dei maggiori siti pornografici al mondo hanno bloccato l’accesso agli utenti australiani pochi giorni prima dell’entrata in vigore di nuove regole che impongono verifiche più rigorose sull’età degli utenti.
La decisione viene presa mentre il governo e l’autorità per la sicurezza online cercano di limitare l’esposizione dei minori a contenuti per adulti.
La società canadese Aylo, che gestisce diverse piattaforme gratuite di video espliciti tra cui Pornhub, RedTube, YouPorn e Tube8, ha annunciato di aver limitato l’accesso dall’Australia. La mossa è stata decisa alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove norme sulla verifica dell’età, previste da oggi.
Le regole fanno parte della seconda fase degli Online Safety Codes introdotti dalla commissaria eSafety Julie Inman Grant. Le disposizioni impongono ai siti che ospitano contenuti per adulti o materiale ritenuto inadatto ai minori di adottare sistemi affidabili per verificare che gli utenti abbiano almeno 18 anni.
Secondo Inman Grant, il semplice pulsante che chiede agli utenti di dichiarare di essere maggiorenni non è più considerato sufficiente. “Serve un sistema più rigoroso”, ha spiegato parlando ad ABC.
La commissaria ha paragonato le nuove norme ai controlli già presenti nel mondo reale. “Un minore non può entrare in un bar e ordinare da bere, né entrare in un locale per adulti o sedersi a un tavolo da gioco in un casinò - ha detto -. L’obiettivo è portare le stesse protezioni anche nell’ambiente digitale”.
Tra i sistemi possibili per verificare l’età figurano tecnologie di stima dell’età tramite riconoscimento facciale, portafogli digitali o l’uso di documenti fotografici. Le aziende possono scegliere il metodo da utilizzare, purché sia affidabile e garantisca il rispetto della privacy degli utenti.
Le nuove regole riguardano anche altri tipi di contenuti ritenuti pericolosi per i minori, tra cui video con violenza estrema, materiale legato all’autolesionismo o contenuti che promuovono comportamenti dannosi come disturbi alimentari.
Le piattaforme che non rispettano le norme rischiano sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani per ogni violazione.
Le misure si inseriscono in un quadro più ampio di interventi per limitare l’accesso dei minori a contenuti sensibili online. Negli ultimi mesi anche le principali piattaforme social hanno introdotto restrizioni legate all’età.
Secondo Inman Grant, i primi risultati sono già visibili: circa 4,7 milioni di account sono stati limitati su piattaforme come Instagram, Facebook e YouTube nell’ambito delle nuove regole rivolte agli utenti più giovani.