LISBONA - Il Portogallo si prepara a un inedito e polarizzato scontro finale. Contro ogni previsione dei sondaggi della vigilia, che indicavano l’estrema destra in testa, il candidato socialista António José Seguro si è imposto come il più votato al primo turno delle presidenziali. Con lo scrutinio quasi ultimato (99,8%), Seguro ha ottenuto il 31,1% dei voti, staccando il leader di Chega, André Ventura, fermo al 23,5%. I due si sfideranno al ballottaggio dell’8 febbraio.
Il risultato di Seguro rappresenta la migliore performance per un candidato dell’area socialista dal 2001. L’ex leader del Ps, tornato sulla scena politica dopo anni di assenza, ha impostato la sua campagna su un profilo indipendente e trasversale: “Sono libero e vivo senza amarras (legami)”, ha dichiarato festeggiando quella che definisce una “vittoria della democrazia”.
Seguro ha lanciato un appello a “tutti i democratici, progressisti e umanisti” affinché si uniscano per sconfiggere l’estremismo al secondo turno.
Dall’altra parte, André Ventura celebra comunque un traguardo storico: è la prima volta che un candidato dell’ultradestra accede al ballottaggio per la presidenza della Repubblica. Ventura ha trionfato in zone simbolo come la regione di Madeira (33%), sottraendo consensi ai partiti tradizionali e proclamandosi l’unica vera alternativa al “globalismo” e al “sistema”.
Il dato più clamoroso riguarda il crollo della coalizione di governo (Psd e Cds-Pp). Il loro candidato, Luís Marques Mendes, si è fermato a un deludente 11%, piazzandosi solo al quinto posto. Si tratta del peggior risultato mai registrato per un candidato sostenuto dai socialdemocratici. Mendes si è assunto la piena responsabilità della sconfitta e ha già annunciato che non darà indicazioni di voto per il ballottaggio, lasciando i suoi elettori liberi di scegliere tra il moderato Seguro e il radicale Ventura.
Nonostante il forte slancio di Ventura, gli analisti concordano sul fatto che il leader di Chega dovrà affrontare un “soffitto di vetro” a causa del suo alto tasso di rifiuto tra gli elettori moderati.
I temi caldi della sfida finale vedranno Ventura continuare a puntare sulla retorica dell’immigrazione con lo slogan “Il Portogallo è nostro” e le critiche ai sussidi, mentre Seguro cercherà di porsi come il “Presidente di tutti” nel tentativo di convogliare i voti dei centristi e dei liberali, inclusi quelli di João Cotrim de Figueiredo.
Infine, sebbene la carica sia cerimoniale, in questa fase di frammentazione politica il ruolo del Capo dello Stato risulterà decisivo per la stabilità del governo di minoranza di Luís Montenegro.