LISBONA - Domenica 18 gennaio, il Portogallo è chiamato alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali. Si chiude così l’era di Marcelo Rebelo de Sousa (Psd), al potere dal 2016, che lascia la guida del Paese al termine del suo secondo mandato.
La corsa per il Palacio de Belém è particolarmente affollata: sono ben 11 i candidati ai blocchi di partenza, ma la frammentazione del consenso rende quasi certo il ricorso al ballottaggio dell’8 febbraio, dato che per vincere subito è necessaria la maggioranza assoluta (50%+1).
Gli ultimi sondaggi delineano un testa a testa serratissimo tra tre figure chiave, rappresentanti di visioni opposte per il futuro del Paese. André Ventura, leader dell’estrema destra di Chega, continua la sua ascesa e si attesta in testa con il 24% secondo il centro CESOP, guadagnando due punti rispetto a dicembre grazie a una retorica puntata sulla rottura con il sistema tradizionale.
Lo rincorre António José Seguro, l’ex segretario socialista su cui punta il centrosinistra per mantenere la stabilità, dato al 23% dal CESOP e indicato addirittura in prima posizione al 21% dal sondaggio Pitagórica. A completare questo duello a tre è João Cotrim Figueiredo di Iniziativa Liberale, vera sorpresa della campagna elettorale che, sostenuto da Renew Europe, è balzato al 19-20% insidiando direttamente i due favoriti.
Se i numeri del primo turno confermassero il passaggio di Ventura e Seguro al secondo turno, la partita cambierebbe volto. Le proiezioni di febbraio indicano che il candidato socialista raccoglierebbe il 54% dei consensi, contro il 33% di Ventura, beneficiando del travaso di voti dai moderati e dalla sinistra per fermare l’estrema destra.
Tuttavia, restano in gioco figure di peso che potrebbero alterare gli equilibri dell’ultimo minuto, come l’indipendente Gouveia e Melo e Luís Marques Mendes (sostenuto dal Psd), entrambi attestati intorno al 17%. Con un 15% di indecisi ancora da convincere e oltre 218.000 cittadini già registrati per il voto anticipato, l’esito resta aperto a ogni sorpresa.
Il nuovo presidente resterà in carica per 5 anni. Pur essendo un sistema semipresidenziale, il Capo dello Stato in Portogallo detiene poteri cruciali, a partire dalla rappresentanza dell’unità dello Stato e dell’indipendenza nazionale. Ricopre inoltre il ruolo di Comandante Supremo delle Forze Armate e ha il compito di vigilare sul regolare funzionamento delle istituzioni democratiche, mantenendo il potere di sciogliere il Parlamento in caso di crisi.
La Costituzione vieta un terzo mandato consecutivo, motivo per cui l’uscita di scena di Rebelo de Sousa apre una fase di profondo rinnovamento politico per il Portogallo.