ROMA - Dopo le ipotesi di un faccia a faccia diretto sul palco di Atreju, la manifestazione annuale di Fratelli d’Italia, lo scontro tra le due leader si consumerà quasi sicuramente a distanza.
Domenica 14 dicembre, infatti, Meloni sarà protagonista dell’evento di chiusura della manifestazione del suo partito, mentre Schlein guiderà l’assemblea nazionale del Partito Democratico che, a quanto pare, verrà convocata per quello stesso giorno.
Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Atreju, ha ribadito che l’invito a Schlein rimane valido: “Le porte sono sempre aperte, non facciamo polemica e, se anche Elly Schlein dovesse accettare il confronto come gli altri leader, siamo disponibili a modificare il programma”.
Donzelli non ha chiarito però quale fosse la modalità prevista, lasciando in sospeso se l’incontro potrebbe avvenire con la formula pensata da Meloni - un confronto a tre con Giuseppe Conte - o attraverso un confronto diretto con Schlein. L’elenco degli ospiti conferma comunque l’ambizione di Atreju di porsi come grande contenitore politico trasversale: sul palco romano sono attesi esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione.
Tra questi anche Giuseppe Conte, che, a questo punto, troverà spazio in un’intervista singola, a differenza di altri leader come Matteo Renzi, Carlo Calenda e Angelo Bonelli, programmati tutti insieme per sabato 13. Nicola Fratoianni, invece, ha declinato l’invito.
Per quanto riguarda gli ospiti internazionali, dopo Elon Musk nel 2023 e il presidente argentino Javier Milei nel 2024, l’edizione di quest’anno vedrà salire sul palco Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, la cui presenza, secondo fonti di governo, è stata direttamente promossa da Giorgia Meloni.
La presidente del Consiglio, infatti, negli ultimi mesi ha intensificato i contatti diplomatici con Abu Mazen, nel tentativo di offrire un canale di dialogo utile alla gestione della crisi a Gaza. L’ultimo incontro tra i due risale a meno di un mese fa a Palazzo Chigi, e un nuovo colloquio è già fissato per il 12 dicembre.
Con ogni probabilità, sarà proprio quella la data in cui il leader palestinese parteciperà alla festa presso i giardini di Castel Sant’Angelo. “A parte Schlein verranno tutti”, affermano da Fratelli d’Italia, sottolineando il peso politico della manifestazione.
Se il palco romano rappresenterà un momento importante per la presidente del Consiglio, l’assemblea nazionale di partito segnerà un passaggio decisivo anche per la segretaria del Pd Elly Schlein che vorrebbe convocare una votazione per stabilire, da statuto che, chi ricopre il ruolo di segretario di partito diventa automaticamente il candidato alle primarie di coalizione.
Chi si trova alla guida del Pd sarebbe dunque legittimato a rappresentare il partito nel confronto con gli alleati del centrosinistra e, se vincitore delle primarie, a rivendicare il ruolo di leader unico dello schieramento. Una mossa con cui Schlein tenta di evitare incertezze interne e a consolidare la propria posizione capitalizzando i risultati delle recenti elezioni regionali.