LIMA – Secondo i primi risultati, la candidata della destra Keiko Fujimori, del partito Fuerza Popular, e l’esponente dell’estrema destra Rafael López Aliaga, del partito Renovación Popular, dovrebbero contendersi la presidenza del Perù al secondo turno del 7 giugno.

Il conteggio, trasmesso dall’emittente locale América Televisión, attribuisce a Fujimori il 16,8% dei voti e a López Aliaga il 12,9%, poco più di un punto in più rispetto al centrista Jorge Nieto, fermo all’11,6%.

Si tratta della quarta volta consecutiva che un leader di Fuerza Popular potrebbe approdare al secondo turno, dopo aver perso nelle tre precedenti occasioni contro Ollanta Humala (2011), Pedro Pablo Kuczynski (2016) e Pedro Castillo (2021).

La giornata elettorale di domenica in Perù è stata segnata da lunghi ritardi nell’apertura di importanti seggi nella capitale Lima, a causa della mancanza di materiale elettorale. La situazione ha impedito a circa 52.000 elettori di votare, spingendo il Jurado Nacional de Elecciones (JNE) ad autorizzare, con una decisione senza precedenti, lo svolgimento delle votazioni in quelle sedi nella giornata di lunedì.

Nonostante la decisione di prolungare il voto fino a lunedì, il candidato dell’estrema destra López Aliaga (Renovación Popular) ha denunciato penalmente il capo della commissione elettrorale Piero Corvetto, per omissione di atti d’ufficio, chiedendo alla Procura di disporne l’arresto immediato. Secondo il candidato, “non è una coincidenza” che alcuni seggi non abbiano aperto in aree dove, a suo dire, la maggioranza degli elettori vota per Renovación Popular.

Tuttavia, sia gli osservatori elettorali dell’Unione europea  sia quelle dell’Organizzazione degli Stati americani hanno affermato che la giornata elettorale si è svolta senza irregolarità e con un’ampia partecipazione, nonostante i problemi registrati nell’apertura di alcuni seggi.

L’appuntamento alle urne è giunto dopo un decennio in cui il Perù ha avuto otto presidenti, molti dei quali sono stati sottoposti a impeachment, indagati o incarcerati per corruzione, il che ha profondamente eroso la fiducia della gente nell’establishment politico. La favorita nei sondaggi è per ora la conservatrice Keiko Fujimori, al suo quarto tentativo: la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori ha però soltanto tra il 15% e il 18% delle preferenze, seguita dall’ex sindaco di Lima, Rafael López Aliaga, anche lui di destra.

Con l’aumento di omicidi ed estorsioni negli ultimi anni, molti candidati hanno incentrato le loro campagne su promesse di una linea dura contro la criminalità. Fujimori ha per esempio promesso un intervento di stampo militare per “ristabilire l’ordine” nel Paese entro i primi 100 giorni di governo, nonché di espellere i migranti illegali, oltre ad attrarre investimenti dagli Usa ed estendere l’ondata conservatrice che sta travolgendo l’America Latina, come nel caso di Argentina, Cile, Ecuador e Bolivia, tra gli altri.