CANBERRA - Il governo federale prepara nuove misure di contenimento della spesa mentre l’aumento dei tassi d’interesse deciso dalla Reserve Bank accentua la pressione su famiglie e imprese.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha indicato che la prossima manovra finanziaria includerà ulteriori risparmi, nel tentativo di rafforzare i conti pubblici in un contesto segnato da inflazione persistente e incertezza internazionale.

La Banca centrale ha portato il tasso ufficiale al 4,1 per cento con un aumento di 25 punti base, approvato con una maggioranza risicata di cinque voti contro quattro. Si tratta della decisione più divisa da quando l’istituto ha iniziato a rendere pubbliche le votazioni interne.

Secondo Chalmers, le pressioni sui prezzi derivano soprattutto dalla domanda privata e dalla crisi in Medio Oriente, più che dalla spesa pubblica. “Ci saranno ulteriori risparmi in questo budget”, ha dichiarato, sottolineando che il governo sta lavorando per rendere il bilancio “il più responsabile possibile” in vista della presentazione di maggio.

La governatrice della Reserve Bank Michele Bullock ha spiegato che la divisione all’interno del consiglio non riguardava la necessità di intervenire, ma i tempi. Tutti i membri concordavano sul fatto che la domanda nell’economia australiana superi l’offerta, situazione aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal conseguente shock energetico.

I membri contrari al rialzo immediato avrebbero preferito attendere ulteriori dati, considerando la rapidità con cui il contesto internazionale può cambiare. Questa cautela si riflette anche nelle previsioni degli economisti. Secondo la capo economista di Westpac, Luci Ellis, un ulteriore aumento nei prossimi mesi resta possibile, ma dipenderà dall’evoluzione del conflitto.

Il rischio principale è legato ai prezzi dell’energia. In caso di guerra prolungata, il petrolio potrebbe superare i 150 dollari al barile, con effetti diretti sui costi dei carburanti e ricadute su tutta l’economia. Al contrario, un’escalation prolungata potrebbe anche rallentare la crescita globale, riducendo la domanda e attenuando le pressioni sui prezzi.

Anche la Reserve Bank resta attenta a questo equilibrio. Pur mantenendo una linea restrittiva, l’istituto non vuole provocare un rallentamento troppo marcato dell’economia o un aumento drastico della disoccupazione.

Il mercato del lavoro rimane solido, ma l’incertezza resta elevata. In questo contesto, il governo cerca margini di manovra nel bilancio, mentre la politica monetaria continua a intervenire per contenere l’inflazione senza compromettere la crescita.