CANBERRA - Il Fondo monetario internazionale (IMF) ha invitato il governo federale australiano ad avviare una riforma complessiva del sistema fiscale, giudicando l’economia del Paese in una fase di “atterraggio morbido” dopo anni segnati da shock globali e inflazione elevata.

L’appello viene esteso a poche settimane dalla presentazione del bilancio federale e riaccende il dibattito sulle leve fiscali ancora poco utilizzate.

Nel suo ultimo rapporto, l’IMF ha elogiato la gestione macroeconomica dell’Australia in un contesto internazionale complesso, riconoscendo la capacità delle istituzioni di assorbire nuove pressioni sui prezzi, che hanno spinto la Reserve Bank ad alzare i tassi d’interesse. Secondo il Fondo, il Paese dispone di mercati flessibili, strumenti di politica economica efficaci e di un tasso di cambio capace di attutire gli shock esterni, inclusi quelli legati alle tensioni commerciali e a condizioni finanziarie globali più rigide.

Proprio per questo, l’IMF ritiene che sia il momento di intervenire sul fronte fiscale. Il rapporto incoraggia riforme articolate sia sul lato delle entrate sia su quello della spesa, mantenendo però come priorità gli investimenti infrastrutturali, ritenuti essenziali per sostenere la produttività e la crescita nel medio periodo. Particolare attenzione viene dedicata al mercato immobiliare, con l’invito a una strategia organica che affronti i vincoli dell’offerta attraverso misure strutturali e interventi fiscali.

Tra le raccomandazioni più sensibili figurano l’aumento dell’aliquota della GST, oggi al 10 per cento, una riduzione dell’imposta sulle società e un inasprimento della tassazione sulle risorse naturali. Proposte che, inevitabilmente, entrano in collisione con il dibattito politico interno.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha ribadito che il governo non ha modificato i propri piani sullo sconto del 50 per cento sulla capital gains tax, nonostante le aspettative di un suo ridimensionamento nel budget di maggio. Secondo Chalmers, le criticità intergenerazionali dell’economia vengono affrontate con altri strumenti, mentre il giudizio complessivo dell’IMF confermerebbe la bontà dell’attuale linea di politica economica, basata su aiuti contro il costo della vita, risanamento dei conti pubblici e riforme mirate.

Il Fondo ha inoltre sollecitato un migliore coordinamento fiscale tra governo federale, Stati e Territori, suggerendo un monitoraggio più regolare delle finanze sub-nazionali. Un tema ricorrente nel sistema federale australiano, dove le tensioni tra livelli di governo restano una costante.

Pur accogliendo positivamente il rapporto, Chalmers ha chiarito che non tutte le raccomandazioni saranno adottate. Il messaggio politico resta prudente: apprezzamento per il giudizio internazionale, ma nessuna svolta improvvisa.