BRISBANE - Le autorità hanno definito “estremamente preoccupanti” le accuse che coinvolgono uno studente, arrestato con l’accusa di aver pianificato un attentato durante le celebrazioni di Australia Day nel Queensland.

Secondo l’accusa, Sepehr Saryazdi avrebbe progettato di lanciare una bottiglia incendiaria contro una folla sulla Gold Coast come parte di un presunto piano terroristico.

Saryazdi è comparso oggi davanti alla Brisbane Magistrates Court, dove ha chiesto la libertà su cauzione dopo essere stato incriminato per preparazione o pianificazione di un atto terroristico. La richiesta è stata respinta. I documenti giudiziari citati dall’accusa indicano che tra il 4 e il 9 gennaio l’uomo avrebbe acquistato bottiglie di alcol, carta da imballaggio e una coperta, ritenuti materiali destinati alla costruzione di una molotov.

Il pubblico ministero federale Ellie McDonald ha contestato la richiesta di cauzione, riferendo che l’imputato avrebbe pubblicato messaggi “estremamente allarmanti” su Facebook. In una chat, Saryazdi avrebbe scritto: “Guiderò i disordini della Gold Coast il 26 gennaio”, invitando altri a procurarsi bottiglie di vodka e a fare scorte in vista della giornata.

Secondo l’accusa, il 24enne riteneva probabile morire durante l’azione, a meno di essere fermato o neutralizzato dall’agenzia di intelligence ASIO. Avrebbe inoltre sostenuto che le sue azioni fossero “puramente logiche” alla luce della direzione intrapresa dal Paese, definendo il governo “tirannico”.

Alla polizia, Saryazdi avrebbe detto di voler sostituire l’attuale sistema politico con una forma di governo basata sulla “cibernetica”, guidata da intelligenza artificiale e analisi dei dati. Tra il materiale sequestrato figurerebbe un documento intitolato “Australia’s future cybernetics government, the next phase of civilization”.

Il suo difensore d’ufficio, Hellen Shilton, ha sostenuto che il giovane non avrebbe mai avuto l’intenzione di ferire qualcuno, descrivendolo come una persona isolata, emotivamente sopraffatta e influenzata da contenuti online. La difesa ha parlato di scelte sbagliate e di una presa di coscienza tardiva della gravità delle sue azioni.

La magistrata Penelope Hay ha però osservato che tali argomentazioni contrastavano con le presunte ammissioni rese alla polizia, negando la cauzione per la solidità apparente del caso dell’accusa e il legame con condotte violente. Saryazdi rimane in custodia cautelare e tornerà in aula il 20 febbraio.