ISTANBUL – A quasi un anno dal suo arresto, l’ex sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, affronta la prima udienza del processo per corruzione che lo vede imputato.

Un processo alla figura più popolare del primo partito di opposizione, il Partito repubblicano Chp, nonché a colui che è considerato l’unico in grado di poter sfidare e sconfiggere il presidente Recep Tayyip Erdogan nelle elezioni del 2028.

In un Paese fortemente polarizzato come la Turchia la metà del Paese denuncia un’operazione mirata a mettere fuori gioco un politico giovane e in ascesa, capace di riconquistare Istanbul dopo 25 anni e allo stesso tempo di far tremare l’Akp di Erdogan. L’altra metà parla del caso di “corruzione del secolo”.

Con Imamoglu vanno a processo 400 persone, 105 imputati detenuti in custodia cautelare, mentre sette restano latitanti e tutti gli altri sono stati rilasciati in attesa di processo. Quasi tutti funzionari, impiegati e collaboratori della Municipalità di Istanbul (Ibb), tutti finiti in una capillare rete di accuse che passa da 143 episodi di tangenti e corruzione a vari livelli.

Secondo l’accusa, tali attività avrebbero causato un danno alle casse pubbliche per 161 miliardi di lire turche (circa 3 miliardi di euro). Erede di un’importante azienda edile e imprenditore egli stesso prima della scalata che lo ha portato a divenire la principale figura dell’opposizione a Erdogan, ora Imamoglu rischia una condanna a 2.352 anni.

Tra i capi d’imputazione, legati soprattutto a presunte tangenti richieste a imprenditori in cambio di permessi operativi ed edilizi, figurano anche accuse di manipolazione di gare d’appalto municipali particolarmente redditizie. Il processo, che potrebbe durare circa due mesi prima che il tribunale giunga a un verdetto o decida un eventuale rinvio, si tiene all’interno di un’aula del complesso giudiziario-carcerario di Marmara, dove Imamoglu e altri imputati sono detenuti dal 19 marzo 2025.