WASHINGTON - In Texas lo chiamano già il “temporale politico”. Una scossa che nessuno aveva previsto, ma i cui effetti promettono di farsi sentire ben oltre i confini dello Stato della Stella Solitaria, arrivando a scuotere i piani di repubblicani, democratici e dello stesso Donald Trump.
La vittoria alle primarie di James Talarico, 36 anni, che ha ottenuto la nomination democratica per il Senato, è il primo vero terremoto della stagione elettorale.
Talarico ha compiuto l’impresa impossibile: sconfiggere la “deputata star” Jasmine Crockett, per mesi considerata la favorita assoluta dall’establishment. L’ex seminarista presbiteriano e attuale deputato statale ha ribaltato ogni previsione, conquistando il 53% delle preferenze contro il 46% della sua avversaria. È un segnale di cambiamento potentissimo in uno Stato che non elegge un senatore democratico dal lontano 1988.
L’ascesa di Talarico ricorda quella del socialista Zohran Mamdani a New York, ma con una declinazione profondamente texana. In pochi mesi è diventato una star del web, capace di riempire piazze e teatri con un messaggio che punta a unire anziché dividere.
Talarico usa il Nuovo Testamento non come dogma, ma come guida civile. Chiede accoglienza per gli immigrati e solidarietà per i vicini, ma sposta l’obiettivo del conflitto sociale.
Il suo cavallo di battaglia è provocatorio. “L’1% da temere non è quello dei transgender o degli immigrati, ma quello dei miliardari che vogliono controllare la vita degli statunitensi. Ci stiamo concentrando sull’ 1% sbagliato”.
Cresciuto ad Austin da una madre single che fuggì da un marito alcolista e violento, Talarico parla con il carisma messianico di un giovane Barack Obama. Non teme il confronto: ospite della “trumpiana” Fox News, ne è uscito a testa alta, parlando di amore e fede in territori dove il Partito Democratico solitamente non viene nemmeno ascoltato.
Nonostante l’entusiasmo, la strada verso il Senato resta in salita. Il Texas è uno Stato di radicata tradizione repubblicana, conservatore e ancora fortemente legato al brand di Trump.
Il suo sfidante emergerà dal ballottaggio del 26 maggio, che vedrà contrapposti il senatore veterano John Cornyn, settantaquattrenne rappresentante dell’ala istituzionale repubblicana, e il procuratore federale Ken Paxton, sostenuto dalla base più radicale dei MAGA.
Talarico ha incrinato la diffidenza delle comunità conservatrici rispolverando una vecchia idea degli Usa: quella dell’Eldorado costruito con il lavoro dei migranti. “Abbiamo dimostrato che cambiare politica è possibile”, ha detto ai suoi sostenitori. Resta da vedere se la retorica della “possibilità collettiva” basterà a sconfiggere quella del conflitto in vista del rinnovo del Congresso a novembre.