GENOVA - Aveva fatto richiesta un anno fa. Dopo diffide e messe in mora, la Asl ha fornito il farmaco e la strumentazione. L’assistenza medica, in assenza di disponibilità all’interno dell’Asl, è stata a cura del suo medico di fiducia, il dottor Mario Riccio. Se n’è andato così Silvano, 56enne genovese, affetto da sclerosi multipla progressiva da quasi trent’anni, morto a seguito dell’auto somministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria. Dopo aver atteso un anno dalla sua richiesta, Silvano è la 12ª persona in Italia ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso Cappato/Antoniani, con l’assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale, la nona seguita dall’Associazione Luca Coscioni. In assenza di medici dell’Asl disponibili a vigilare sulla procedura, Silvano è stato assistito dal dottor Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. A causa della malattia Silvano era divenuto tetraplegico, con gravi difficoltà nella comunicazione e nella deglutizione.