NEW YORK - Il processo a carico di Nicolás Maduro si concentra sempre più su un punto cruciale: il diritto dell’ex presidente venezuelano a finanziare la propria difesa legale.

In aula, il giudice federale Alvin Hellerstein ha messo in discussione la legittimità del blocco imposto da Washington, senza però arrivare a invalidare le accuse di narcotraffico.

Maduro, 63 anni, e la moglie Cilia Flores, detenuti a Brooklyn dopo la cattura avvenuta a gennaio, si sono dichiarati non colpevoli. I due sono accusati di aver guidato un sistema di narcotraffico internazionale, ma la battaglia legale si sta concentrando su un aspetto procedurale: chi paga gli avvocati.

Secondo la difesa, le sanzioni statunitensi impediscono al Venezuela di coprire le spese legali, come previsto invece dalla normativa del Paese sudamericano. Questo, sostengono i legali, compromette il diritto costituzionale a scegliere liberamente il proprio avvocato. 

L’avvocato principale di Maduro, Barry Pollack, ha avvertito che potrebbe ritirarsi dal caso se non verrà trovata una soluzione. Senza accesso ai fondi pubblici venezuelani, l’ex presidente sostiene di non poter sostenere i costi di una difesa complessa davanti a un tribunale federale.

Dal canto loro, i procuratori statunitensi difendono il blocco, spiegando che deriva da sanzioni legate a questioni di sicurezza nazionale e politica estera. Washington, inoltre, non riconosce Maduro come legittimo presidente del Venezuela dal 2019 e ritiene quindi inappropriato l’uso di fondi statali per la sua difesa. 

Il giudice Hellerstein ha però espresso scetticismo su questa posizione, osservando che Maduro non rappresenterebbe più una minaccia concreta. Ha anche sottolineato che il diritto alla difesa è “preminente” rispetto ad altri interessi, lasciando intendere che la questione potrebbe avere implicazioni costituzionali rilevanti. 

Nonostante ciò, il magistrato non ha accolto la richiesta di archiviazione del caso, invitando invece le parti a trovare una soluzione pratica al problema dei finanziamenti.

Il procedimento si inserisce in un contesto giuridico e politico senza precedenti, dove sanzioni internazionali e diritti fondamentali si intrecciano. Il caso potrebbe creare un precedente importante su come trattare imputati stranieri sottoposti a misure restrittive.

Intanto, fuori dal tribunale, il clima resta teso: manifestazioni pro e contro Maduro riflettono una vicenda che va ben oltre l’aula di giustizia.