MELBOURNE - Negli ultimi dieci anni i progetti informatici del governo del Victoria hanno registrato sforamenti di spesa per almeno 1,26 miliardi di dollari, secondo un’analisi dei dati Information, Communications and Technology (ICT) pubblicati trimestralmente dall’esecutivo dal 2016.

Su 1.035 progetti completati e 211 in corso, circa il 40% è costato più del previsto e il 61% ha subito ritardi rispetto alle scadenze iniziali.

Gli sforamenti ammontano a 795 milioni per i progetti conclusi e a 470 milioni per quelli ancora in sviluppo. Si tratta di iniziative dal valore minimo di un milione di dollari, che coinvolgono 180 dipartimenti e agenzie fino alla fine dell’anno finanziario 2024-25.

Il caso più oneroso riguarda il nuovo sistema di trasporto pubblico senza biglietto destinato a sostituire myki, con un aumento di 137 milioni rispetto al budget iniziale, pari al 25%. Ancora più marcato l’incremento per un progetto di condivisione dati del Dipartimento per la famiglia, l’equità e l’alloggio per la gestione dei rischi legati alla violenza domestica: consegnato nel 2022, è passato da 7,1 a 91,4 milioni di dollari, oltre dodici volte la stima iniziale.

In media, i progetti completati in ritardo hanno accumulato dieci mesi di slittamento, mentre quelli in corso superano i 14 mesi. La pandemia ha inciso per circa 51,8 milioni di dollari, pari al 4% degli sforamenti complessivi.

Secondo Richard Fulford, docente alla Edith Cowan University, le cifre sono “preoccupanti”. Mark Gregory, professore alla RMIT, parla di mancanza di responsabilità: “Se un progetto resta aperto per anni, è un campanello d’allarme”.

Ogni iniziativa è valutata con un sistema a semaforo (verde, ambra, rosso) auto-segnalato dai dipartimenti. Nell’ultimo trimestre si contano 28 progetti “rossi”, il numero più alto dall’introduzione del sistema. Tuttavia, diversi progetti con forti ritardi e aumenti di budget risultano “verdi”, sollevando dubbi sulla coerenza delle valutazioni.

Il Dipartimento dei servizi governativi ha precisato che molti aumenti riflettono il passaggio da fasi pilota a implementazioni su larga scala. Ma gli esperti sottolineano che il criterio prende in esame solo i costi di avvio, non quelli operativi, che rappresentano la parte maggiore della spesa ICT.

L’Ufficio del Revisore Generale dello Stato del Victoria sta preparando il piano 2026-27 e ha proposto due nuove verifiche nel settore.

Intanto, cresce la richiesta di un controllo più centralizzato, maggiore dettaglio sui benefici attesi e indicazione dei contraenti coinvolti. Senza questi elementi, avvertono gli analisti, è difficile stabilire se i contribuenti stiano davvero ottenendo valore per il denaro speso.