ROMA - Una notizia attesa da migliaia di famiglie italiane residenti all’estero: le Commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati hanno approvato la proroga dei termini per l’iscrizione dei figli minori ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana. 

Il risultato arriva dopo un’iniziativa promossa dal Maie (Movimento associativo italiani all’estero), attraverso una proposta del Cgie (Consiglio generale degli italiani all'estero), presentata in commissione dall’onorevole Franco Tirelli (deputato del Maie per l’America del Sud). 

La proposta ha ottenuto il via libera in Commissione e la legge con il nuovo termine sarà approvata definitivamente la prossima settimana. 

La misura riguarda i figli minori nati prima del 24 maggio 2025. Per loro non varrà più la precedente scadenza fissata a maggio 2026, ma sarà possibile completare l’iscrizione fino al 31 maggio 2029.  

Si tratta di un’estensione significativa che concede alle famiglie più tempo e maggiore serenità nella gestione delle pratiche, garantendo la tutela del diritto alla cittadinanza dei propri figli. 

“La proroga rappresenta anche una risposta concreta alle difficoltà riscontrate negli ultimi mesi a causa del malfunzionamento della piattaforma Fast It, che ha rallentato molte procedure consolari – spiega Tirelli –. Con il nuovo termine viene meno il timore di perdere il diritto per motivi tecnici o ritardi amministrativi”. 

I genitori cittadini italiani di minori nati prima del 24 maggio 2025 avranno dunque tempo fino al 31 maggio 2029 per procedere con l’iscrizione, mentre per i minori nati dopo il 24 maggio 2025, così come per quelli che nasceranno in futuro, resterà l’obbligo di registrazione entro 36 mesi dalla nascita. 

Per il Maie, il risultato è “una vittoria frutto dell’impegno assunto a difesa dei diritti degli italiani nel mondo”, ribadendo la volontà di proseguire l’azione politica “per modificare l’attuale normativa sulla cittadinanza e continuare la battaglia per il cambiamento della cosiddetta legge Tajani”.