ROMA - Roberto Vannacci lascia la Lega e apre ufficialmente una nuova fase politica personale. “Proseguo la mia strada da solo”, annuncia l’eurodeputato, confermando che il simbolo “Futuro Nazionale da oggi è una realtà”.

La rottura con Matteo Salvini, che lo aveva candidato alle Europee e promosso vicesegretario, segna la fine di un rapporto costruito su un’alleanza politica tanto rapida quanto fragile.

Salvini non nasconde l’amarezza e parla apertamente di tradimento della parola data. “Un soldato non abbandona mai il proprio posto”, il commento del segretario leghista davanti al Consiglio federale riunito a Milano, convocato inizialmente sul pacchetto sicurezza e poi dominato dallo strappo del numero due.

“Essere in un partito non significa solo ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro e prima di tutto lealtà”, insiste Salvini, richiamando “onore, disciplina e lealtà” come valori che, “specie per chi ha indossato una divisa”, dovrebbero avere un significato preciso.

A fare da cassa di risonanza a Salvini, anche le parole del leghista Claudio Borghi: “Non me l’aspettavo”, dice, giudicando incomprensibile la tempistica “proprio quando stiamo portando a casa il decreto Sicurezza”. E avverte: così “si fa il gioco di chi divide le forze sovraniste”.

Ma non tutti all’interno del Carroccio, sono rimasti sorpresi dalla separazione. Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto e da tempo scettico sul generale, liquida l’uscita come la presa d’atto “di essere un corpo estraneo” e sostiene che “ora la Lega ne esce rafforzata”. Sullo sfondo resta il malumore della vecchia guardia, che aveva mal digerito la “corsia preferenziale” concessa a un dirigente con “militanza zero”. 

Il cambio di passo decisivo risale al 26 gennaio, quando è stato depositato il simbolo Futuro Nazionale all’ufficio brevetti europeo. Salvini aveva inizialmente minimizzato parlando di “invenzione giornalistica”, ma la conferma arriva poco dopo, via social, mentre a Milano sta per iniziare il Consiglio federale.

La Lega replica con una richiesta netta: se Vannacci fonda un nuovo partito, “siamo certi si dimetterà anche da europarlamentare”, cosa che, per adesso, non è accaduto.

Il fenomeno Vannacci esploso nell’estate 2023 con il libro Il mondo al contrario, ha creato velocemente un’onda politica e mediatica che Salvini aveva deciso di cavalcare portandolo alla candidatura alle Europee 2024, elezioni in cui l’ex generale ha ricevuto quasi 560mila preferenze, decisive per il risultato elettorale della Lega.

Dopo l’acuirsi dello scontro nelle ultime settimane, anche per le tensioni sulle liste regionali, è arrivata la dichiarazione di Vannacci: “Inseguo un sogno e vado lontano - ha scritto -. Continuerò a combattere per la patria stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”. I primi sondaggi per ora lo accreditano intorno al 3%.