SANTIAGO DEL CILE — Una massiccia manifestazione studentesca si è svolta questo giovedì nel centro di Santiago del Cile e ha lasciato un bilancio di 14 giovani arrestati e due carabinieri con ferite lievi, secondo il resoconto ufficiale diffuso dalle autorità e ripreso dalle principali testate locali.
La protesta, convocata dall’Assemblea coordinadora de estudiantes secundarios (Aces) con il sostegno della Confederación de Estudiantes de Chile (Confech), ha riunito circa 3.500 persone e ha segnato la prima mobilitazione di questo tipo durante il mandato del presidente José Antonio Kast.
Secondo le informazioni ufficiali, gli arrestati sono accusati di aggressioni contro il personale di polizia, nell’ambito degli incidenti registrati durante la giornata. Il governo ha annunciato che presenterà denunce e ha avvertito che “affronteremo con fermezza gli episodi di violenza”, in particolare quelli che colpiscono le forze di sicurezza.
La mobilitazione si è svolta in protesta contro le politiche educative ed economiche promosse dall’Esecutivo. Le organizzazioni studentesche hanno denunciato che le misure “colpiscono l’istruzione e il portafoglio di milioni di cileni” e hanno definito la direzione del governo come “un arretramento inaccettabile”. In questa linea, hanno affermato che “la falsa austerità di questo governo non è altro che avidità” e hanno invitato a “restare uniti e mobilitati”.
Durante la marcia, iniziata nei pressi dell’ex Congresso Nazionale, si sono registrati momenti di tensione nelle vicinanze del Ministero dell’Istruzione, con barricate e lancio di oggetti. Di fronte a questa situazione, i Carabineros sono intervenuti con idranti per disperdere i manifestanti nella zona di Plaza Baquedano.
Dal governo, intanto, hanno assicurato che “la città di Santiago ha retto bene a questa mobilitazione” e che “i servizi hanno funzionato”, sottolineando al contempo che il loro compito è “garantire che i cileni possano svolgere le loro attività normalmente”.
Nonostante gli incidenti, le autorità hanno ribadito il sostegno alle forze di sicurezza e hanno affermato di mantenere “coordinamenti permanenti” con la polizia e i servizi in vista di eventuali nuove mobilitazioni