Prova d’autore è il titolo scelto da Mario Biondi per il suo primo album interamente in italiano. Un progetto ambizioso che avrebbe potuto trovare spazio anche sul palco del Festival di Sanremo, dove il crooner aveva candidato uno dei brani del disco. Con ironia, lo stesso artista ha commentato l’esclusione: pensava potesse essere il trampolino ideale per presentare il lavoro, ma così non è stato. Nonostante ciò, Biondi è comunque salito sul palco del Festival come ospite, partecipando a una performance insieme a Sayf e Alex Britti sulle note del classico di Ray Charles, Hit the Road Jack. Un’esperienza che ha definito positiva, pur senza nascondere un pizzico di delusione per la mancata selezione.
Prova d’autore rappresenta una tappa fondamentale nella carriera dell’artista, che celebra vent’anni di successi internazionali iniziati con This Is What You Are. Per la prima volta, Biondi si presenta non solo come interprete, ma anche come autore, compositore, arrangiatore e produttore. Un lavoro lungo e meticoloso, sviluppato nell’arco di quasi due decenni, con alcuni brani concepiti addirittura 25 anni fa. Il singolo Cielo stellato, scelto per anticipare l’album, riflette le sonorità soul-jazz che caratterizzano il disco. Tra i brani più significativi spiccano Ciao dottore, dedicato a un amico scomparso durante la pandemia, e Tira sassi, una riflessione sulla crescita personale e sulla capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. Grande spazio è dedicato anche alla dimensione familiare. Padre di 10 figli, Biondi racconta l’amore e le sfide legate alla paternità, tema centrale in diversi brani, tra cui Il figlio. Parallelamente all’uscita dell’album, l’artista sarà impegnato in un lungo tour tra teatri e concerti internazionali, portando dal vivo sia i nuovi pezzi sia i grandi successi del suo repertorio.