WASHINGTON - Un’inchiesta del New York Times, supportata da analisi visive ed esperti di armamenti, ha rivelato che gli Stati Uniti hanno impiegato un missile balistico di nuova concezione durante il primo giorno dell’operazione Epic Fury, lo scorso 28 febbraio.  

L’ordigno ha colpito una scuola elementare e una palestra nella città di Lamerd, nel sud dell’Iran, causando la morte di almeno 21 persone e il ferimento di circa un centinaio di civili. 

Sebbene l’attacco sia avvenuto in concomitanza con il lancio di un Tomahawk su una scuola a Minab (che ha causato 175 vittime), il caso di Lamerd riveste una particolare rilevanza tecnica. Gli esperti militari hanno identificato l’arma come il Precision Strike Missile (PrSM), un missile balistico a corto raggio sviluppato da Lockheed Martin e mai testato prima in combattimento. 

Il PrSM è progettato per esplodere a mezz’aria, appena sopra il bersaglio, proiettando verso l’esterno migliaia di piccoli proiettili di tungsteno per massimizzare l’effetto di frammentazione. I video dell’attacco mostrano una sagoma corrispondente al missile che esplode in una palla di fuoco sopra una zona residenziale, mentre le foto scattate sul campo confermano che sia la palestra che la scuola sono state costellate da fori compatibili con l’impatto dei proiettili di tungsteno. 

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato ufficialmente l’uso del sistema. Già il 1° marzo era stato pubblicato un video del lancio e, tre giorni dopo, l’Ammiraglio Brad Cooper, Comandante del Centcom, ha elogiato l’innovazione tecnologica: “Per la prima volta nella storia, i Precision Strike Missiles (PrSM) sono stati impiegati in combattimento, fornendo una capacità di attacco in profondità senza precedenti. Sono orgoglioso dei nostri uomini che sfruttano l’innovazione per creare dilemmi al nemico”. 

Al momento dell’impatto, la palestra era occupata da una squadra femminile di pallavolo intenta negli allenamenti, mentre la scuola era regolarmente frequentata da bambini. Molte delle vittime identificate sono giovani atlete. 

Le strutture colpite si trovano ad appena 270 metri da un complesso dei Guardiani della Rivoluzione, ma sono separate da mura fisiche e, secondo i dati satellitari, sono indipendenti dal comando militare da oltre 15 anni. Resta incerto se l’attacco sia stato il risultato di un errore di intelligence, di un difetto di progettazione del nuovo missile o di una scelta deliberata basata su informazioni tattiche non divulgate.