BRISBANE - Un uomo di 52 anni è stato incriminato per il furto di reperti egizi antichissimi, dopo essere fuggito con una statuetta lignea di un gatto e altri oggetti di valore inestimabile sottratti a un museo a nord di Brisbane.
Secondo la polizia, l’uomo si sarebbe introdotto all’alba di venerdì nell’Abbey Museum of Art and Archaeology, forzando una finestra intorno alle 3 del mattino. Da lì avrebbe portato via una serie di manufatti risalenti a un periodo compreso tra i 3mila e i 5mila anni fa: un anello, una collana, un collare tessile, una maschera funeraria e una scultura raffigurante un gatto, simbolo sacro nell’antico Egitto.
In un primo momento gli investigatori avevano ipotizzato il coinvolgimento di un gruppo criminale organizzato, vista la rarità e il valore storico dei reperti. Ma l’ipotesi è stata rapidamente accantonata. “È apparso subito chiaro che non si trattava di un’operazione strutturata. Era un’azione piuttosto amatoriale”, ha spiegato l’ispettore capo David Harbison.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di identificare il sospetto. Il suo furgone Toyota è stato rintracciato sabato al terminal dei traghetti di Redland Bay. Gli oggetti rubati sono stati recuperati poco dopo, gettati in modo disordinato all’interno del veicolo. “Sono stati ritrovati in condizioni sorprendentemente buone, considerando come erano stati trasportati”, ha detto Harbison.
La fuga è proseguita fino a Russell Island, nella baia di Moreton, circa 60 chilometri a sud-est di Brisbane. Qui l’uomo è stato arrestato con la statuetta del gatto nascosta nello zaino che portava con sé. Secondo la polizia, non ci sono elementi che facciano pensare a un piano per rivendere i reperti sul mercato nero. L’uomo avrebbe vissuto nel suo furgone e il furto sarebbe stato un gesto dettato dall’opportunità.
Il sospettato deve rispondere anche di altre accuse, tra cui violazione di domicilio e aggressione nella zona di Noosa, precedenti al furto al museo. È stato incriminato per effrazione, danneggiamento volontario e altri reati collegati.
La direttrice del museo, Nina Pye, ha espresso sollievo per il recupero dei reperti, pur avvertendo che alcuni potrebbero richiedere lunghi interventi di conservazione prima di tornare in esposizione. Gli oggetti, legati ai rituali funerari dell’antico Egitto e all’epoca delle piramidi, restano per ora sotto custodia specialistica.
L’uomo comparirà in giornata davanti alla Cleveland Magistrates Court.