BRISBANE - L’incidente desta preoccupazione per la sicurezza dei visitatori a K’gari, l’isola patrimonio mondiale dell’Unesco al largo della costa del Queensland, dopo la morte della giovane donna e le indicazioni di un possibile coinvolgimento dei dingo.
Le autorità non hanno ancora stabilito la causa del decesso, ma la polizia ha confermato che sul corpo della giovane erano presenti segni che indicano che sarebbe stato “manipolato” dagli animali selvatici.
La ragazza è stata trovata senza vita all’alba di ieri su una spiaggia dell’isola, conosciuta in passato come Fraser Island. Due uomini che percorrevano l’arenile in auto hanno notato un branco di circa dieci dingo radunato sulla battigia prima di fare la macabra scoperta. Secondo la polizia, il corpo è stato individuato circa 90 minuti dopo che la giovane si era allontanata per una nuotata mattutina.
Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo e invitano a non trarre conclusioni premature. Tuttavia, il sindaco della Fraser Coast, George Seymour, ha ammesso che l’ipotesi di un attacco di dingo appare plausibile. “È difficile immaginare che sia annegata e poi finita sulla spiaggia in così poco tempo - ha dichiarato -. Andare a nuotare alle 5 del mattino ed essere trovata alle 6 rende più probabile il coinvolgimento dei dingo”.
Già lo scorso 12 dicembre le autorità avevano diffuso un avviso di “attività intensificata dei dingo” in alcune aree dell’isola, dopo segnalazioni di animali che strappavano tende, si avvicinavano ai campeggiatori e rubavano cibo e oggetti personali. L’allerta resta in vigore per tutto il periodo delle vacanze estive, fino al 31 gennaio.
I ranger raccomandano ai visitatori di mantenere sempre comportamenti prudenti, di non conservare cibo o oggetti con odori forti nelle tende e di utilizzare contenitori chiudibili o riporre i generi alimentari nei veicoli. Dopo l’incidente, le pattuglie sull’isola sono state ulteriormente rafforzate.
“Chi visita K’gari è costantemente esposto a messaggi di sicurezza sui dingo e sulla guida sull’isola, e questo ha probabilmente salvato molte vite nel tempo - ha detto Seymour -. Ma resta un ambiente selvaggio, protetto proprio per i suoi valori naturali, e questo comporta dei rischi”.
L’ultimo attacco fatale di dingo sull’isola risale a quasi 25 anni fa, quando nel 2001 un bambino di nove anni perse la vita.
Un’autopsia sulla giovane canadese, che lavorava in un ostello del posto, sarà condotta domani. I dingo, specie nativa protetta, continuano a vivere liberi nel parco nazionale, rendendo la gestione dell’equilibrio tra turismo e sicurezza una sfida delicata.