MADRID - La rete ferroviaria spagnola è nel caos. Un nuovo incidente è avvenuto questa mattina, 22 gennaio 2026, intorno alle ore 12:00 nella regione di Murcia. Un treno passeggeri della linea locale Cartagena-Los Nietos (servizio Feve) si è scontrato con il braccio di una gru che sporgeva sui binari in località Alumbres. 

L’impatto, avvenuto tra le fermate di Alumbres e La Unión, ha causato la rottura di diversi finestrini e il ferimento di alcuni passeggeri. Sebbene inizialmente si parlasse di feriti lievi, i servizi di emergenza stanno valutando il trasferimento in ospedale per sei persone che hanno riportato conseguenze più serie, pur non essendo in pericolo di vita. 

Gli abitanti della zona hanno denunciato come quel tratto ferroviario sia storicamente pericoloso: “Non è segnalato né regolato da semafori; per sapere se il treno arriva bisogna ascoltarlo”, hanno dichiarato alla stampa locale. 

Quello di oggi è il quarto incidente ferroviario in meno di una settimana, una sequenza che ha scosso l’opinione pubblica e il governo Sánchez. La sequenza di incidenti è iniziata il 18 gennaio ad Adamuz, presso Cordova, dove il deragliamento sulla linea alta velocità Madrid-Siviglia ha causato oltre 150 feriti e la morte di 43 persone, con le indagini concentrate su un cedimento dei binari o sulla rottura di un carrello. Il 20 gennaio si sono verificati due episodi in Catalogna: a Gelida, sulla linea R4 Rodalies, il crollo di un muro di contenimento ha provocato un morto tra il personale di bordo e 37 feriti, mentre a Blanes, sulla linea R1, una caduta di massi dovuta alla tempesta ha causato un deragliamento senza feriti. Infine, il 22 gennaio ad Alumbres, nella regione di Murcia, lo scontro tra un treno della tratta Cartagena-Los Nietos e il braccio di una gru ha provocato almeno sei feriti. 

Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha rivelato dettagli inquietanti sulla tragedia di Adamuz, dove un Frecciarossa Iryo è deragliato colpendo un convoglio Alvia. Le perizie hanno riscontrato incisioni millimetriche sui vagoni, suggerendo che qualcosa sui binari stesse già danneggiando i treni transitati prima del disastro. La Guardia Civile ha inoltre rinvenuto un carrello ferroviario immerso in un ruscello a 270 metri dal punto dell’impatto, elemento ora al vaglio degli inquirenti. 

Nonostante Adif (il gestore della rete) insista sugli investimenti di 700 milioni di euro per l’ammodernamento delle linee, l’opposizione e i sindacati denunciano un deterioramento strutturale insostenibile. 

In protesta, i principali sindacati (Semaf, CcOo e Ugt) hanno proclamato tre giorni di sciopero dall’8 all’11 febbraio. I macchinisti chiedono la fine dell’esternalizzazione della manutenzione e una revisione integrale delle linee di sicurezza. In risposta alle critiche, Adif ha già imposto un limite temporaneo di velocità a 160 km/h su diversi tratti dell’alta velocità verso Siviglia, Barcellona e Valencia. 

Intanto, il clima politico è infuocato: mentre Vox attacca frontalmente il premier Sánchez, il governo ha fissato una cerimonia di Stato per le vittime di Adamuz il prossimo 31 gennaio a Huelva.