BUENOS AIRES – È Roma la città dove si mangia meglio al mondo, secondo la classifica di Taste Atlas, una guida gastro-turistica online che registra i migliori piatti tradizionali, catalogandoli per provenienza geografica.

Con lo slogan “Viaggia globale, mangia locale” (Travel Global, Eat Local.), il sito mira a preservare le ricette tipiche, promuovere ristoranti di cucina autentica e valorizzare l'uso di ingredienti locali.

Oltre al ranking culinario delle città, dei ristoranti e dei piatti più rinomati, il sito offre una mappa con informazioni sui prodotti locali e dei piatti tipici di ogni Paese. 

La città di Roma è stata messa al primo posto nella classifica “Best Food Cities & Regions in the World” (che riguarda le città e le zone con la migliore cucina) per il periodo 2023/2024.

Il ranking è stato fatto su una lista di 16.601 città, basandosi in 271.819 voti a piatti tipici di ogni regione e nazione.

Tre città italiane occupano il podio olimpico, rappresentando la cultura culinaria del Centro, del Nord e del Sud del paese.

Roma si è contraddistinta per la carbonara, gli spaghetti al cacio e pepe, la pizza al taglio, i bucatini all’Amatriciana e la panna cotta.

I ristoranti segnalati dal sito sono La Tavernaccia da Bruno, Colline Emiliane, Trattoria Pennestri, e Trapizzino.

Al secondo posto, la città di Bologna con le tagliatelle (mi raccomando, mai gli spaghetti) al ragù (alla bolognese), i tortellini (rigorosamenteI in brodo), le lasagne alla bolognese, la cotoletta alla bolognese, e il tiramisù (che tuttavia, a dirla tutta, è una ricetta nata in Veneto). 

I ristoranti consigliati sono Trattoria di Via Serra, Sfoglia Rina e Donatello.

Al terzo posto c'é Napoli con le zeppole, i taralli, la sfogliatella, la pasta e patate e, ovviamente, la pizza margherita.

I migliori ristoranti autentici dove mangiare questi piatti tradizionali sono Pizzeria Starita a Materdei, Antica Trattoria e Pizzeria da Donato, Gino e Toto Sorbillo, 50 Kalò, e l’Antico Forno delle Sfogliatelle Calde Fratelli Attanasio.

Nel ranking si posiziona anche la città di Torino all’ottavo posto per il gianduiotto (un cioccolatino a base di gianduia, cioè una crema cioccolata e nocciole), la pizza al padellino, i grissini, l'aperitivo, e il dolce bonèt (anch'esso a base di cioccolato).

Quest’anno fra le prime cittá in classifica è entrata anche Buenos Aires, al quattordicesimo posto, che ha addirittura superato Parigi. La capitale francese della nouvelle cuisine è infatti al quindicesimo posto.

I piatti con cui ha meritato la posizione sono l’asado, la tipica grigliata argentina che si prepara al fuoco delle braci con carne di manzo allevata a pascolo, la salsa chimichurri con cui viene servito, le brioche madialunas …e due piatti che sono frutto dell’immigrazione italiana: la provoleta, formaggio tipo provolone fuso alla griglia, e la milanesa, cioè la cotoletta alla milanese rivisitata dalla tradizione argentina.

Per essere precisi, va anche detto che la paternità della cotoletta alla milanese è contesa alla città lombarda da Vienna, dove si chiama Wiener Schnitzel e dove assicurano di essere stati i primi a inventarla.

Le fonti storiche, invece, sostengono che sia stata inventata a Milano e portata a Vienna da Josef Radetzky dopo la sua lunga residenza nel Lombardo-Veneto come capo dell'esercito durante l'occupazione austroungarica nell'Ottocento.   

Sul sito di Taste Atlas si può leggere la lista completa con i rispettivi piatti tipici di ogni città e i ristoranti più tradizionali dove mangiarli.

Se poi consideriamo la classifica delle regioni, l'Italia fa comunque man bassa di riconoscimenti, con la Campania e l'Emilia Romagna al primo e secondo posto, la Sicilia al quinto e Lazio, Toscana, Lombardia e Liguria – rispettivamente – al settimo, ottavo, nono e decimo.