BRISBANE – Le vendite legali di sigarette nel Queensland sono aumentate nettamente dopo l’entrata in vigore delle nuove misure contro il mercato nero, fornendo al governo federale nuovi argomenti a favore di un approccio centrato sui controlli e sulle sanzioni.

Secondo i dati forniti dai principali rivenditori all’Illicit Tobacco and E-cigarette Commissioner, le vendite sono cresciute del 55 per cento nel primo mese successivo all’introduzione delle nuove norme, entrate in vigore a novembre.

Nei sei mesi successivi sono rimaste almeno il 40 per cento sopra i livelli precedenti, mentre nello stesso periodo il mercato nazionale è rimasto sostanzialmente stabile.

Il governo federale continua a respingere le richieste di una forte riduzione delle accise sul tabacco, preferendo intervenire sul commercio illegale con misure che possono comprendere anche pene detentive per i rivenditori.

Il viceministro alle Dogane Julian Hill ha insistito sulla necessità di chiudere i negozi che vendono apertamente prodotti illegali nelle principali strade commerciali.

Il Commonwealth non dispone del potere diretto di chiudere questi esercizi, competenza che spetta agli Stati, ma Hill ha invitato i governi locali a tenere conto dei nuovi dati.

L’opposizione propone invece una strategia molto diversa. La Coalizione ha promesso di ridurre le accise dell’80 per cento, portando il prezzo medio delle sigarette dagli attuali 40-50 dollari a circa 16-26 dollari.

Il leader Angus Taylor sostiene che il taglio sottrarrebbe clienti e profitti al mercato nero, che ha definito “terrorismo economico”.

One Nation propone una riduzione del 75 per cento e il congelamento dell’indicizzazione per cinque anni, mentre anche il premier Laburista del New South Wales Chris Minns ha recentemente suggerito una diminuzione dell’imposta.

Hill ha criticato queste proposte, sostenendo che anche l’azzeramento completo delle accise non renderebbe necessariamente i prodotti legali più economici di quelli illegali.

Un altro dato considerato rilevante riguarda Quitline, il servizio nazionale rivolto a chi vuole smettere di fumare.

Nel Queensland le chiamate sono più che raddoppiate nei giorni successivi alle principali operazioni di controllo, un segnale che secondo Hill suggerisce come la minore disponibilità di tabacco illegale possa spingere alcuni fumatori a tentare di smettere.

Queensland Health ha emesso oltre 300 ordini di chiusura da novembre dello scorso anno, contribuendo alla cessazione dell’attività di più di mille punti vendita illegali in tutta l’Australia.