TEL AVIV - Il valico di Rafah, unico passaggio pedonale tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, è stato riaperto da Israele nella mattinata di ieri (ora locale), segnando un passaggio chiave nell’attuazione del cessate il fuoco pensato per fermare la guerra.
La riapertura, però, avviene con limiti severi e sotto un sistema di controlli che rende incerti tempi e modalità di transito.
Secondo un funzionario della sicurezza israeliana, il valico ha ripreso a funzionare intorno alle 9, consentendo sia l’ingresso sia l’uscita. Fonti palestinesi hanno riferito che nella prima giornata circa 50 persone dovrebbero rientrare nella Striscia, anche se non era chiaro quando avrebbero effettivamente oltrepassato il confine, in attesa delle verifiche israeliane.
Parallelamente, cinque pazienti in cerca di cure mediche all’estero – ognuno accompagnato da due familiari – sono stati trasportati fino al complesso del valico con un mezzo scortato da personale dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo quanto indicato da funzionari sanitari. Più tardi, fonti palestinesi ed egiziane hanno confermato che alcuni pazienti di Gaza avevano raggiunto il lato egiziano e sarebbero stati indirizzati verso ospedali in Egitto. Autorità palestinesi hanno attribuito i ritardi ai controlli di sicurezza israeliani, mentre l’esercito israeliano non ha rilasciato commenti immediati.
“Il valico è una linea vitale per Gaza, è la linea di vita per noi, i pazienti”, ha detto Moustafa Abdel Hadi, 32 anni, in dialisi all’ospedale al-Aqsa Martyrs. “Vogliamo curarci per tornare a vivere una vita normale”. Abdel Hadi è tra i circa 20mila abitanti di Gaza che sperano di poter partire per trattamenti specialistici.
Israele aveva preso il controllo del valico nel maggio 2024 e da allora Rafah era rimasto quasi sempre chiuso, salvo una breve riapertura durante una tregua precedente. La riattivazione è uno degli ultimi passaggi previsti nella prima fase dell’accordo di ottobre, legato a un piano promosso dagli Stati Uniti.
Intanto, nonostante la riapertura, lunedì attacchi israeliani avrebbero ucciso almeno quattro palestinesi, tra cui un bambino di tre anni, in episodi separati nel nord e nel sud della Striscia.
Secondo fonti egiziane, chi intende attraversare Rafah dovrà ottenere un via libera di sicurezza israeliano. Nell’area sono state installate barriere in cemento armato e filo spinato. Il passaggio prevede tre cancelli, compreso uno gestito dall’Autorità Palestinese con supervisione di una missione europea, ma controllato a distanza da Israele.