SYDNEY - La Reserve Bank of Australia (RBA) si è spaccata sulla decisione di alzare i tassi d’interesse a marzo, con forti divergenze interne legate all’impatto della guerra in Medio Oriente sull’economia.
È quanto emerge dai verbali della riunione, che mostrano un voto molto più equilibrato del previsto.
Il Consiglio ha approvato l’aumento del costo del denaro con la maggioranza minima di 5 voti contro 4, il margine più stretto da quando la Banca centrale ha iniziato a rendere pubbliche le votazioni nel 2025.
I quattro membri contrari al rialzo – la componente più prudente – hanno espresso dubbi sulla tempistica, ritenendo opportuno attendere ulteriori dati prima di intervenire. Al centro delle loro preoccupazioni, il rallentamento dei consumi e l’effetto dell’aumento dei prezzi del carburante sul reddito disponibile delle famiglie.
Secondo i verbali, la crescita della domanda privata aveva mostrato segnali di ripresa alla fine del 2025, ma i consumi si sono rivelati più deboli del previsto. Indicatori recenti suggeriscono che la spesa delle famiglie potrebbe restare sotto pressione, anche a causa del calo della fiducia dei consumatori.
Questo scenario alimenta il rischio di una crescita economica più debole del previsto, motivo per cui una parte del Consiglio avrebbe preferito rimandare la decisione a maggio per valutare meglio le pressioni inflazionistiche.
La fiducia dei consumatori è infatti scesa ai minimi storici. L’indice ANZ-Roy Morgan è calato a 58,8 punti nella settimana conclusasi il 29 marzo, con un peggioramento generalizzato di tutte le componenti, inclusa la percezione della situazione finanziaria attuale e futura.
Parallelamente, le aspettative di inflazione sono salite al 7,3 per cento, il livello più alto mai registrato. Un segnale che complica ulteriormente il lavoro della Banca centrale.
Anche il mercato del lavoro è stato oggetto di discussione. Alcuni membri hanno sottolineato segnali di rallentamento, come la riduzione dei costi unitari del lavoro, mettendo in dubbio la solidità dell’occupazione.
Nonostante queste incertezze, la maggioranza ha ritenuto necessario intervenire. L’obiettivo è mantenere la credibilità della politica monetaria e dimostrare un impegno chiaro nel riportare l’inflazione entro il target, evitando interventi più drastici in futuro.
Il contesto resta fluido. Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha parlato di “incertezza globale superiore alla norma”, mentre il governo continua a rivedere le previsioni in vista del bilancio.
La decisione della RBA riflette quindi un equilibrio fragile: agire subito per contenere l’inflazione, o attendere rischiando di restare indietro.