HOBART - La polizia statale sta indagando su un possibile sviluppo decisivo nel caso di Celine Cremer, la turista belga di 31 anni scomparsa nel giugno 2023 durante un’escursione nel nord-ovest della Tasmania.
Nella mattinata di ieri un volontario ha trovato resti umani in una zona di fitta boscaglia nei pressi di Philosopher Falls, l’area in cui la donna era stata vista per l’ultima volta.
L’ispettore Andrew Hanson ha elogiato l’operato del volontario, un escursionista che ha partecipato a diverse ricerche negli ultimi mesi. Secondo la polizia, l’uomo ha riconosciuto il ritrovamento, ha scattato fotografie, ha segnato la posizione e si è poi spostato fino a trovare copertura telefonica per avvisare le autorità.
Gli agenti e la scientifica sono stati immediatamente trasportati sul posto in elicottero, a causa della difficoltà di accesso. Sul terreno sono stati recuperati due frammenti ossei segnalati dal volontario e, durante una prima ricognizione nell’area, sono stati individuati altri cinque elementi che potrebbero essere resti umani. La conferma definitiva, ha precisato la polizia, spetterà agli esami di un patologo.
Tasmania Police ha già confermato che le ossa trovate sono umane, ma ha chiarito che serviranno ulteriori analisi per stabilire se appartengano a Cremer. La famiglia in Belgio è stata informata prima che la notizia venisse resa pubblica. In un post sui social, la madre Ariane ha scritto che “devono ancora essere effettuati vari test per confermare che si tratti di Celine”, aggiungendo che le risposte potrebbero arrivare “entro tre settimane al massimo”. Ha inoltre ringraziato tutte le persone che hanno aiutato nelle ricerche.
Gli inquirenti hanno spiegato che i controlli forensi includeranno confronti con documentazione odontoiatrica e il lavoro di più specialisti. La polizia tornerà sul posto domani per proseguire le ricerche lungo l’Arthur River, con operazioni che dipenderanno dalle condizioni meteo e dal livello dell’acqua, al momento giudicato basso.
Il volontario Jarrod Boys ha raccontato di aver trovato le ossa a circa tre chilometri a nord-est di un’area che Cremer avrebbe attraversato prima della scomparsa. Ha detto di non aver visto altri elementi identificativi, come vestiti, e di aver cercato in una zona che riteneva non ancora controllata.
Chi ha partecipato alle ricerche indipendenti ipotizza da tempo che la turista si sia persa dopo essersi allontanata dal sentiero e aver tentato di attraversare una vegetazione molto fitta.