Lo studio avverte il governo Albanese che la struttura, tanto quella attuale che quella prevista, della Marina non è all’altezza dei rischi cui deve far fronte l’Australia, e che il preventivo di spesa multimiliardario è già sottoposto a molte pressioni.
La revisione e le sue 18 raccomandazioni tracceranno un nuovo corso per la Marina australiana nei prossimi decenni, con un’enfasi sulle navi da guerra armate di sistemi missilistici, oltre a una nuova classe di unità di piccola stazza e alla promessa di una continua costruzione navale sia nei cantieri di Adelaide che in quelli di Perth.
“La loro analisi include una valutazione dei requisiti di capacità, dei costi, della forza lavoro, del programma, dei rischi e della continua costruzione navale australiana”, ha affermato il vice primo ministro Richard Marles nella premessa al rapporto.
“L’Independent Analysis Team concorda con i risultati della Defence Strategic Review secondo cui la flotta da combattimento di superficie - attuale e pianificata - non è adeguata ai livelli di rischio che affrontiamo ora e che le pressioni sui costi esistevano già nel programma. Viene anche fatto osservare come l’attuale flotta di superficie sia la più vecchia che la marina nella sua storia si sia mai trovata ad operare”.
La revisione ha inoltre sostenuto il governo sul punto secondo cui un programma di costruzione navale continua è essenziale per la capacità sovrana dell’Australia e, anche, per evitare la cosiddetta “valle della morte” di perdite di posti di lavoro, che accade quando i progetti vengono portati a compimento senza che ce ne siano di nuovi pronti a sostituirli.
Resta inteso che il governo si impegnerà a incrementare il numero di navi da guerra di superficie di cui dispone ora la Marina – al momento le otto fregate della classe ANZAC e i tre cacciatorpediniere da guerra aerea della classe Hobart – mentre le nuove unità avranno maggiori capacità e saranno consegnate in tempi relativamente brevi.
Tuttavia, con le Forze armate a corto di personale in tutti i dipartimenti, la sfida più grande rimane il reclutamento dei marinai aggiuntivi necessari per equipaggiare sia le nuove navi da guerra sia i sommergibili a propulsione nucleare.
Anche se gran parte dell’attenzione sarà focalizzata sulla costruzione di nuove navi da guerra, la revisione è destinata a sancire la parola fine anche al travagliato progetto delle motovedette in fase di costruzione e potrebbe segnalare il ritiro delle vecchie fregate della classe Anzac.