La riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana offre una nuova opportunità per molti ex cittadini residenti all’estero.

La misura, introdotta dalla legge n. 74 del 2025, consente una procedura semplificata per riottenere lo status civitatis, con una finestra temporale aperta fino al 31 dicembre 2027.

Come spiegato dalla console generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, nel corso di un’intervista concessa a Rete Italia, c’è disponibilità di numerosi appuntamenti presso il Consolato e quindi, tutti coloro che abbiano i requisiti, possono avviare la procedura per il riacquisto della cittadinanza italiana.

I requisiti previsti dalla legge sono molto chiari: i beneficiari sono i nati in Italia oppure i cittadini italiani nati all’estero e residenti in Italia per almeno due anni continuativi che abbiano perso la cittadinanza prima del 15 agosto 1992 in uno dei seguenti casi:

1) abbiano volontariamente acquistato una cittadinanza straniera non oltre il 15 agosto 1992 e stabilito all’estero la propria residenza;

2) avendo acquistato senza concorso di volontà propria una cittadinanza straniera, abbiano rinunciato alla cittadinanza italiana e abbiano stabilito la propria residenza all’estero;

3) essendo figli minori non emancipati di chi ha perso la cittadinanza, avevano in comune con il genitore la residenza e hanno acquistato la cittadinanza di uno Stato straniero.

La procedura è relativamente semplice: è necessario prenotare un appuntamento tramite il portale Prenot@mi e presentarsi in Consolato per firmare una dichiarazione di riacquisto. La cittadinanza viene riacquisita dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Per avviare la pratica è fondamentale dimostrare sia la perdita sia il precedente possesso della cittadinanza italiana. Tra i documenti richiesti figurano l’atto di naturalizzazione, l’atto di nascita italiano e una prova del precedente status di cittadino. Quest’ultima può essere fornita attraverso diversi documenti alternativi, tra cui un estratto di nascita con annotazione, un vecchio passaporto italiano o una carta d’identità, anche scaduti, oppure certificazioni australiane che indichino la cittadinanza originaria.

Nel caso in cui la richiesta si basi sulla residenza in Italia, è inoltre necessario produrre un certificato storico che attesti almeno due anni consecutivi di permanenza nel Paese. 

Particolare attenzione è riservata anche ai casi di variazione anagrafica, frequenti nel contesto australiano: cambi di cognome dopo il matrimonio possono essere documentati con il certificato di matrimonio, mentre modifiche del nome possono richiedere una certificazione notarile, tradotta e apostillata. 

Ma, come ha precisato la console Mauri, “se il cambiamento del nome è minimo e ci sono una serie di indizi convergenti nella documentazione che inducono l’ufficiale che tratta la pratica a essere certo dell’identità della persona possiamo procedere senza documentazione aggiuntiva”.

Il riacquisto non ha effetto retroattivo e non estende automaticamente la cittadinanza ai figli o ai nipoti nati prima della procedura. Si tratta comunque di un’importante occasione, come sottolineato dalla Console, per tutti coloro che ne abbiano i requisiti  “di riprendere formalmente un legame che non si è mai spezzato con l’Italia”.

La console generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri,  invita quindi tutti gli interessati a verificare i requisiti e ad attivarsi entro i termini previsti, prenotando, sul portale Prenot@mi, un appuntamento presso il Consolato.