RIAD – Nuovo attacco contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, colpito nelle scorse ore per il secondo giorno consecutivo dai ribelli Houthi dello Yemen. L’azione ha provocato un incendio al Terminal 4 e causato una vittima e undici feriti, secondo quanto riferito dalle autorità saudite. Poco prima, le difese aeree del Regno avevano intercettato un missile da crociera nei pressi dello scalo.

L’attacco è arrivato meno di 24 ore dopo il pesante bombardamento di sabato, che aveva causato almeno dodici morti e oltre 300 feriti. Tra le vittime figurano cittadini sauditi e stranieri, mentre un cittadino indiano rimasto inizialmente ferito gravemente,  è poi deceduto. Il raid aveva costretto l’aeroporto, il secondo più trafficato dell’Arabia Saudita, a sospendere le operazioni, provocando la cancellazione di oltre 600 voli.

Gli Houthi hanno rivendicato gli attacchi, presentandoli come una risposta all’intensificazione dei bombardamenti sauditi in Yemen. Il gruppo ha affermato che nelle precedenti 24 ore l’aviazione di Riad avrebbe effettuato 124 raid e ha minacciato di continuare a colpire aeroporti e altre infrastrutture del Regno.

Domenica gli Houthi hanno dichiarato di aver preso di mira anche l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam. Le autorità saudite hanno successivamente confermato l’attacco e avviato verifiche sui danni e sulla sicurezza delle strutture.

La nuova escalation ha riacceso il dibattito su un possibile coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Donald Trump, che nelle scorse settimane aveva respinto richieste saudite di intervento militare contro gli Houthi, ha aperto alla possibilità di affiancare Riad nei bombardamenti in Yemen. “Potremmo farlo. Valuteremo la situazione”, ha dichiarato il presidente americano, annunciando anche un colloquio con il principe ereditario Mohammed bin Salman.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che tra le vittime dell’attacco di sabato figura anche un cittadino americano e ha condannato i raid, accusando gli Houthi di mostrare “un palese disprezzo per la vita dei civili”.

Anche le Nazioni Unite hanno espresso forte preoccupazione. L’inviato speciale per lo Yemen Hans Grundberg ha definito l’aggravarsi della situazione “una grave escalation”, mentre il segretario generale António Guterres ha ricordato che “gli attacchi contro civili e infrastrutture civili costituiscono una violazione del diritto internazionale”.

Il conflitto in Yemen, tornato a intensificarsi negli ultimi mesi dopo anni di relativa calma, si sta così allargando nuovamente al territorio saudita. Gli Houthi, sostenuti dall’Iran e dotati di missili balistici, missili da crociera e droni, hanno minacciato compagnie aeree e viaggiatori invitandoli a evitare gli aeroporti e lo spazio aereo sauditi, con l’eccezione degli scali della Mecca e di Medina.

Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Canada hanno già invitato i propri cittadini a non utilizzare l’aeroporto di Riad.

L’escalation rischia inoltre di avere conseguenze sulle ambizioni economiche e turistiche dell’Arabia Saudita, proprio mentre il Regno cerca di consolidare il proprio ruolo come hub internazionale per affari, investimenti e grandi eventi.