CANBERRA - Le nuove leggi australiane contro l’incitamento all’odio rischiano di finire presto davanti ai giudici.
A poche ore dall’approvazione definitiva in Parlamento, un noto esponente dell’estrema destra neonazista ha annunciato l’intenzione di promuovere un’azione legale per contestarne la validità costituzionale.
La riforma, approvata nella notte di martedì dopo un lungo e teso dibattito al Senato, punta a limitare la capacità dei gruppi estremisti di incitare alla violenza sulla base della fede religiosa. Il pacchetto legislativo rafforza inoltre i poteri del governo nel negare visti, revocare permessi di soggiorno ed espellere soggetti ritenuti estremisti. Le norme sono state elaborate in risposta all’attacco terroristico di matrice antiebraica avvenuto il 14 dicembre a Bondi Beach, in cui hanno perso la vita 15 persone.
Il disegno di legge è passato con il sostegno della maggior parte dei parlamentari Liberali, ma ha spaccato l’opposizione. I Nazionali hanno votato contro, sostenendo che le nuove disposizioni rischiano di comprimere la libertà di espressione. Il senatore liberale Alex Antic ha attraversato l’aula per opporsi al provvedimento, mentre la senatrice del Northern Territory Jacinta Nampijinpa Price si è astenuta.
A guidare la possibile offensiva legale è Thomas Sewell, ex leader del gruppo neonazista National Socialist Network. Sewell ha avviato una raccolta fondi per finanziare un ricorso, sostenendo che il caso potrebbe diventare “storico” nella difesa del diritto alla comunicazione politica e all’organizzazione. Sul suo sito afferma di aver già preso contatto con diversi studi legali intenzionati a portare la questione davanti all’Alta Corte. Ieri sera erano già stati raccolti quasi 130mila dollari.
Il National Socialist Network, noto per azioni dimostrative sempre più visibili e per la promozione di una visione discriminatoria della società australiana, ha annunciato l’intenzione di sciogliersi per evitare le conseguenze previste dalle nuove leggi.
Le organizzazioni ebraiche hanno accolto con favore l’approvazione delle norme, pur ritenendole solo un primo passo. Il presidente della Zionist Federation of Australia, Jeremy Leibler, ha definito positiva la possibilità di mettere fuori legge gruppi estremisti, compresi i neonazisti e organizzazioni islamiste radicali come Hizb ut-Tahrir.
“Per anni queste realtà hanno promosso ideologie estremiste e antisemitismo muovendosi con attenzione ai margini della legge”, ha detto. Leibler ha però sottolineato che il governo ha dovuto eliminare alcune disposizioni più incisive, tra cui nuovi reati specifici per l’odio razziale, per ottenere i numeri necessari in Parlamento.
Con l’annunciata Royal commission sull’antisemitismo ormai alle porte, il dibattito sulle leggi contro l’odio è destinato a riaccendersi. Per il governo, la sfida ora è difendere il nuovo impianto normativo sia sul piano politico sia, probabilmente, su quello giudiziario.