CANBERRA - Damien Paul O’Brien, 41 anni, è comparso lunedì davanti all’ACT Magistrates Court per la prima udienza del procedimento a suo carico, senza presentare richiesta di libertà su cauzione.
O’Brien è stato arrestato domenica sera dopo una serie di perquisizioni condotte dalla polizia in seguito al ritrovamento di undici pipe bomb nell’area di Belconnen. Gli ordigni, piccoli tubi metallici di colore argento, erano stati individuati la scorsa settimana lungo un tratto di circa un chilometro di marciapiede attorno al Lake Ginninderra, tra Joynton Smith Drive e Ginninderra Drive. I dispositivi risultavano già esplosi al momento del ritrovamento.
L’imputato è entrato in aula con l’ausilio di stampelle per la prima udienza del caso. Al momento non ha ancora presentato alcuna dichiarazione di colpevolezza rispetto alle accuse formulate. La polizia contesta a O’Brien quattro reati, la fabbricazione di una sostanza pericolosa proibita, il possesso di un’arma vietata, il mancato rispetto delle condizioni di una precedente libertà su cauzione e il furto.
Secondo le accuse, l’uomo avrebbe sottratto tubi zincati per un valore di 127 dollari e acquistato 22 tappi terminali da una rivendita Bunnings di Belconnen, materiali che sarebbero stati utilizzati per assemblare gli ordigni. Durante una perquisizione nella sua abitazione di Belconnen, effettuata sabato, la polizia avrebbe rinvenuto diversi oggetti ritenuti compatibili con la costruzione di pipe bomb.
O’Brien è stato fermato a Gungahlin intorno alle 22.30 di ieri. Le autorità hanno precisato che l’indagine è ancora in corso e che potrebbero essere presentate ulteriori imputazioni nelle prossime settimane. In una nota, la polizia ha chiarito di non ritenere l’episodio collegato ad attività terroristiche.
Il magistrato Ian Bloomfield ha disposto il rinvio dell’udienza al 10 febbraio, stabilendo che l’imputato resti in custodia cautelare fino a quella data. La decisione viene presa mentre proseguono le verifiche tecniche sugli ordigni e gli accertamenti per ricostruire le modalità con cui sono stati collocati in un’area pubblica frequentata.
Il caso ha suscitato forte preoccupazione nella comunità locale, spingendo le autorità a rinnovare l’invito a segnalare immediatamente qualsiasi oggetto sospetto e a non toccare materiali potenzialmente pericolosi.