CANBERRA - Il nuovo leader dell’opposizione Angus Taylor si prepara a presentare un fronte dei ministri ombra rinnovato, segnando una chiara sterzata a destra del Partito liberale e rimettendo al centro temi come l’immigrazione.

Dopo aver deposto Sussan Ley venerdì scorso, al termine di settimane di lotte interne, Taylor ha passato i primi giorni alla guida del partito a delineare le priorità politiche e a riorganizzare i ranghi.

L’annuncio delle nuove nomine dovrebbe coincidere con il ritorno in prima linea di figure conservatrici rimaste ai margini negli ultimi anni, tra le quali Andrew Hastie e Jacinta Nampijinpa Price. Entrambi avevano lasciato incarichi di rilievo dopo controversie legate a posizioni sulla migrazione. “Sono membri magnifici della nostra squadra”, ha detto Taylor, lasciando intendere che il loro rientro è imminente.

Il segnale politico è chiaro. Il leader liberale ha promesso una linea molto più dura sull’immigrazione, sostenendo che i numeri raggiunti sotto il governo laburista siano “ben oltre ciò che il Paese può assorbire”. Secondo Taylor, “gli standard sono stati troppo bassi, i numeri troppo alti e non abbiamo chiuso esplicitamente la porta a chi rifiuta il nostro modo di vivere”. Un piano dettagliato, ha assicurato, verrà presentato nei prossimi giorni.

Nonostante ciò, Taylor ha respinto l’idea che la Coalizione stia cercando di trasformarsi in una versione leggera di One Nation, il partito anti-immigrazione che sta erodendo consensi ai Liberali. I sondaggi, però, raccontano una pressione crescente. La prima rilevazione dopo il cambio di leadership, pubblicata dai quotidiani del gruppo Nine, mostra il Partito laburista al 32 per cento dei consensi primari, con One Nation e la Coalizione appaiati al 23 per cento. Secondo lo stesso sondaggio Resolve, un’opposizione guidata da Taylor risulterebbe comunque tre punti avanti rispetto a una guidata da Ley. In un altro sondaggio (Newspoll), precedente alla sfida per la leadership, One Nation era addirittura al 27 per cento, davanti alla Coalizione ferma al 18.

L’ex alto funzionario dell’immigrazione Abul Rizvi ha osservato che la nuova retorica di Taylor sembra rispondere direttamente all’ascesa di One Nation. Tuttavia, ha ricordato che requisiti severi per i migranti esistono già e sono stati ulteriormente rafforzati dopo l’attacco terroristico di Bondi. Ha anche sottolineato che alcune delle politiche che hanno alimentato l’aumento dei flussi nel 2022-23, come visti gratuiti per studenti e i visti vacanza/lavoro, erano state introdotte proprio da un precedente governo di Coalizione.

Oltre all’immigrazione, Taylor e la sua vice Jane Hume hanno promesso tasse più basse, maggiore attenzione all’accesso alla casa e l’abbandono di quello che definiscono un approccio ideologico all’energia.

Hume ha ribadito la necessità di restare “aperti” al nucleare per ridurre le emissioni e contenere i costi dell’elettricità. Una piattaforma che punta a ricompattare il partito, ma che rischia di accentuare ulteriormente le divisioni con una parte dell’elettorato.