MILANO - Il Tribunale di Milano ha condannato nove imputati a pene comprese tra otto mesi e tre anni nel processo per disastro colposo legato all’incendio della Torre dei Moro, il grattacielo milanese di 18 piani che, il 29 agosto 2021, fu avvolto dalle fiamme trasformandosi in una “torcia”, pur senza provocare vittime.
La condanna più alta, a tre anni, è stata inflitta a Teodoro Martínez López, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli utilizzati nel rivestimento dell’edificio, ritenuti dall’accusa altamente infiammabili e responsabili della rapida propagazione del fuoco. Tre imputati sono stati invece assolti.
La Procura aveva chiesto dodici condanne, con pene fino a otto anni.
Poco prima della sentenza, la pm Marina Petruzzella aveva sottolineato l’atteggiamento degli imputati: “Nessuno di loro si è difeso dimostrando la sua diligenza o attenzione, ma tutti si sono detti ingannati da altri o non tenuti ad essere diligenti”.
Tra le richieste dell’accusa figuravano otto anni per Martínez López, per Ettore Zambonini, legale rappresentante dell’azienda coinvolta nei lavori delle facciate, e per Giordano Cantori, responsabile commerciale dei pannelli, oltre a cinque anni per Stefania Grunzweig e Alberto Moro, legati alla vendita degli appartamenti. Il Tribunale ha però riconosciuto responsabilità in misura più contenuta, ridimensionando il quadro accusatorio.