ROMA - Circa ventimila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al corteo partito nel pomeriggio da Piazza della Repubblica a Roma per dire No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati e protestare contro il coinvolgimento dell’Italia nei conflitti internazionali e il riarmo europeo.

I manifestanti hanno sfilato con bandiere di Potere al popolo, della Palestina, di Cuba, del Venezuela, dell’Iran, delle unioni sindacali e con numerosi striscioni, scandendo slogan contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tra cui “governo Meloni dimissioni”, “fuori l’Italia dalla Nato” e “noi la guerra non la paghiamo”.

Durante il corteo, alcuni manifestanti, hanno dato alle fiamme un’immagine raffigurante la Presidente del consiglio mentre teneva al guinzaglio il ministro Nordio in museruola con sotto la scritta “Non al vostro referendum”.

Sempre durante la manifestazione sono state incendiate una bandiera Usa e un ritratto del presidente Usa Donald Trump.

A parte questi episodi, il corteo si è svolto in un clima complessivamente tranquillo e sotto il controllo delle forze dell’ordine in testa al corteo, senza scontri o tafferugli lungo il percorso. La manifestazione si è poi conclusa nel corso del pomeriggio, a piazza di porta San Giovanni, con gli ultimi interventi degli organizzatori.

“Esprimiamo la nostra solidarietà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio per quanto accaduto al corteo di Roma. Il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi”. Così, a stretto giro, l’Associazione nazionale magistrati in una nota ha commentato gli episodi di Roma.

Medesima espressione di condanna anche da parte del leader pentastellato: “Il M5S è contrario ad ogni forma di violenza e a gesti che la richiamano. Per questa ragione condanno senza esitazioni e con fermezza quanto accaduto poco fa in piazza a Roma”, ha dichiarato Giuseppe Conte.

Ha affidato alle piattaforme social il proprio messaggio di indignazione il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Durante il corteo di oggi a Roma abbiamo assistito ancora una volta a incomprensibili e inaccettabili gesti d’odio nei confronti di esponenti del governo. Il mio auspicio è che in questi ultimi giorni di campagna referendaria prevalga finalmente il confronto allo scontro. Al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rivolgo la solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica”.

“Il confronto tra le idee deve sempre rimanere civile e pacifico, questa è l’essenza della democrazia e dev’essere un caposaldo dell’azione politica per tutti. Sbaglia chi tracima da questi confini e commette gesti che evocano violenza. Agiscono contro la causa della difesa della Costituzione, della giustizia sociale e della pace, quanti si esibiscono in roghi di effigi o di simboli. Il metodo del dialogo deve prevalere su ogni eccesso anche nelle manifestazioni di piazza”. Questo l’intervento della responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani, che ha stigmatizzato i gesti avvenuti durante il corteo del Comitato per il 'No sociale' contro il governo.