Rosa Diletta Rossi, attrice romana diplomata allo Stabile di Genova, sta vivendo un periodo di grazia tra cinema e televisione. È entrata nel cuore del pubblico grazie ai suoi personaggi in “Suburra” (la serie in cui era Alice, la moglie del neo-sindaco di Roma Amedeo Cinaglie), e “Nero a metà 2”, in cui dà il volto ad Alba, il medico legale figlio di Claudio Amendola, ma si è fatta notare anche per le interpretazioni nei film “Il ladro di giorni” di Guido Lombardi, “Belli ciao” di Gennaro Nunziante, “Resilient” e “Hill of Vision” di Roberto Faenza.

Ora arriva su Canale 5, e in Australia sulla piattaforma televisiva Il Globo Tv, come protagonista assoluta di “Maria Corleone”, la serie in quattro puntate dedicata a un nuovo iconico personaggio femminile. Al suo fianco, nel ruolo di suo padre, Fortunato Cerlino. La regia è di Mauro Mancini (“Non odiare”). Una produzione targata TaoDue e Clemart (la prima nota per aver prodotto successi come “Squadra Antimafia”, la seconda per serie tv come “I bastardi di Pizzofalcone”). 

Cosa l’ha spinta ad accettare il ruolo di Maria Corleone, una donna che torna alla famiglia in odor di mafia, nonostante si sia affermata da sola in una città del nord con talento e facendo carriera, quasi in un percorso inverso? “È il racconto di una donna determinata e allo stesso tempo controversa, ambientato tra Milano, Palermo e New York, all’incrocio tra forti passioni, legami di sangue e scelte da cui non si può tornare indietro, sullo sfondo di due mondi agli antipodi: l’alta moda e la criminalità mafiosa. Maria è una donna che all’apparenza è realizzata del suo lavoro di stilista nel capoluogo regionale lombardo, è in attesa di un figlio dal suo compagno Luca, interpretato da Alessandro Fella, un giovane procuratore determinato e idealista. Ma il ritorno in Sicilia in occasione dell’anniversario di matrimonio dei suoi genitori la costringe a rimettere in discussione tutta la sua vita”. 

In un attentato al padre, don Luciano Corleone (Cerlino), un potente imprenditore, viene ucciso il fratello gemello di Maria, provocando in lei una decisione drastica: abbandonare la sua vita precedente per seguire la strada della riscatto. “Ci si pongono tante domande: quali compromessi e quanta forza saranno necessari per vendicare la morte del proprio fratello gemello ed emergere con prepotenza in un mondo criminale e tutto maschile? La serie è allo stesso tempo il racconto di un personaggio controverso, una saga famigliare e una storia di mafia”, sottolinea l’attrice. 

Nella vita reale, l’attrice nasce il 18 ottobre 1988 a Roma, dove ha frequentato il liceo classico. Sin da adolescente coltiva la passione per la recitazione, infatti partecipa alla Piccola Compagnia Piero Gabrielli diretta da Roberto Gandini, con i quali ha preso parte nel 2008/2009 a “Il pedone rosso”. Nel 2012 ha presentato al Teatro India capitolino, con Danilo Nigrelli, “Una cena armena” di Paola Ponti. In seguito, come detto, ha frequentato un corso propedeutico presso il Teatro stabile di Genova e la Scuola di perfezionamento attori, diretta da Jurij Ferrini, a Torino. Fa il suo debutto cinematografico, dopo alcuni cortometraggi, nel 2012 con il film “Maìn- La casa della felicità” di Simone Spada, nel quale interpreta il ruolo della sorella della protagonista. Il suo esordio televisivo avviene nel 2010 con la miniserie “Mia madre” di Ricky Tognazzi, nella quale interpreta Lucia, figlia della coppia protagonista. Nel 2013 interpreta Chiara nella seconda stagione di “Che Dio ci aiuti”; poi “Suburra-La serie” (2017-2020). La svolta nella sua carriera, come ricordato in precedenza, avviene entrando nel cast di “Nero a metà”.

Nella sua vita privata si definisce “seriosa”, caratteristica che condivide anche con i personaggi che interpreta. Rosa Diletta Rossi sarà prossimamente anche su Rai1 e Il Globo Tv nel ruolo di Alda Merini da giovane nel film tv “La poetessa dei navigli” di Roberto Faenza; la poetessa in età avanzata sarà interpretata da Laura Morante. 

“È un privilegio, abbiamo affrontato questo personaggio con grande rispetto e in punta di piedi. Ancora oggi tutto quello che ha scritto Alda risulta così straordinariamente moderno e ci fa riflettere. Tutti amano Alda Merini e un motivo c’è: ci ha regalato un patrimonio immenso che ora appartiene a ognuno di noi”. 

Come fa a coniugare tempo libero e lavoro tra tanti impegni? “Trovo molto conforto nello sport - risponde con un sorriso -. Faccio arrampicata: è una disciplina che coniuga concentrazione, e libertà, ovvero la capacità mentale di gestire il panico che è cosa diversa dalla paura, il vuoto e il rischio e l’importanza di lasciarsi andare, togliere un po’ di testa e seguire l’istinto. Mi dona serenità”.