ROSARIO – Lo scorso sabato 24 gennaio, la A.N.A. Argentina – Gruppo Rosario ha organizzato un toccante e partecipato atto commemorativo in occasione del Giorno del Ricordo e del Sacrificio Alpino, dedicato alla Battaglia di Nikolajewka.  

La ricorrenza, di grande valore storico e simbolico, è stata dichiarata Data di Interesse Nazionale dal Parlamento Italiano nel maggio 2022. 

La cerimonia si è svolta con l’obiettivo di mantenere viva la memoria degli Alpini e del sacrificio dei nostri antenati. “Ringraziamo tutti coloro che ci hanno accompagnato e collaborato alla realizzazione dell’evento. Un ringraziamento speciale va al Club Italiano di Rosario, che ci ha messo a disposizione lo spazio per l’installazione della nostra sede e del Museo Alpino”, ha comunicato il Gruppo. “Tutti hanno contribuito a rendere l’atto molto sentito ed emozionante, mantenendo viva la memoria di chi ha dato tanto affinché oggi noi possiamo essere ciò che siamo”. 

A sottolineare il valore dell’iniziativa sono state anche le parole del capogruppo, Gustavo Cisilino, che ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento: “È per noi un grande orgoglio, come Gruppo Alpino Rosario, poter rendere questo omaggio a tutti gli Alpini nella nostra sede, ospitata presso il Club Italiano di Rosario, in particolare a coloro che parteciparono alla Battaglia di Nikolajewka. È la prima volta che organizziamo un’iniziativa con convocazione aperta al pubblico e siamo davvero molto contenti della risposta della collettività: questo ci rende più forti per continuare a diffondere i valori alpini”. 

“Questo omaggio è molto speciale e carico di sentimenti – ha aggiunto Cisilino – perché non ricorda una vittoria, ma il coraggio dimostrato. Viva gli Alpini!”. 

Il valore simbolico e senza tempo della ricorrenza è stato sottolineato anche dal vicesegretario per l’America Latina del CGIE, Mariano Gazzola: “Questo anniversario non è solo un omaggio militare, ma anche profondamente umano: è il ricordo dei caduti, il rispetto per i veterani, il valore del sacrificio e un monito su quanto la pace sia fragile e preziosa”. 

All’evento hanno partecipato numerose autorità come il Console della Croazia e il Cosole della Germania, e rappresentanti istituzionali della collettività come María Nicolasa Sparisci e Marcelo Pintagro, rispettivamente presidente e segretario del COMITES Rosario, il vicesegretario per l’America Latina del CGIE, Mariano Gazzola. 

Non sono mancati i membri delle associazioni italiane: oltre a Rosana Spera, segretaria del Club Italiano, all’evento hanno assistito rappresentanti dell’Associazione Alcara Li Fusi Rosario e del Circolo dei Cavalieri. 

Presenti anche l’ispettore Sebastián Tesei con la Banda Polifonica della Polizia di Santa Fe che ha suonato per l’occasione, il sottotenente Ricardo Trevisi, presidente dell’Associazione dei Riservisti Argentini, il parroco Italo Serena e altri membri delle collettività della città come il presidente del Club Tedesco di Rosario, Martin Baltzer. 

Un momento particolarmente toccante è stato dedicato ai familiari degli Alpini del Gruppo Rosario che non sono più tra noi, nel segno del rispetto e della gratitudine per il loro sacrificio. 

Il coro degli Alpini.

Il Gruppo, nato originariamente attorno a un coro di veterani alpini, si è nel tempo ampliato coinvolgendo anche i loro discendenti e amici, mantenendo vivo un patrimonio di valori e senso di appartenenza. 

Numerosa anche la partecipazione del pubblico, con una forte presenza della comunità italiana di Rosario, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza e il proprio impegno nel custodire la memoria storica, confermando, ancora una volta, l’importanza del ricordo come strumento di trasmissione dei valori alle nuove generazioni. 

Come spiega Aldo Testa, alltro membro del gruppo, “Ciò che quella battaglia ha significato per il popolo italiano rappresenta ancora oggi una profonda eredità morale. Lo spirito che anima gli Alpini è quello di promuovere la solidarietà tra i popoli, sostenere chi è nel bisogno e lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni” 

“Ricordare la tenacia di quelle divisioni, accerchiate in una situazione estrema, e la forza con cui riuscirono a uscire da quel teatro di guerra così crudele, è un dovere della memoria”, e conclude con un appello alle nuove generazioni: “Mai più guerra: nei conflitti, alla fine, perdono tutti”.