MOSCA - In quella che viene definita una “persecuzione giudiziaria senza precedenti”, la Corte Suprema russa ha accolto oggi, giovedì 9 aprile 2026, la richiesta del Ministero della Giustizia di designare come “organizzazione estremista” il Movimento Internazionale Memorial. La sentenza, emessa al termine di un’udienza a porte chiuse e classificata come “top secret”, mette di fatto al bando una delle più antiche e rispettate organizzazioni per i diritti umani al mondo, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2022. 

Tre figure di spicco del Parlamento Europeo - Ville Niinistö (Verdi/ALE), Mounir Satouri (Verdi/ALE) e Sandra Kalniete (PPE) - hanno espresso profondo allarme per la segretezza del procedimento. “Il fatto che né il testo della sentenza né le motivazioni siano accessibili al pubblico elimina ogni parvenza di legittimità”, hanno dichiarato in una nota congiunta. 

Secondo gli eurodeputati, questa mossa mira a criminalizzare la documentazione delle violazioni dei diritti umani commesse dalla Russia stessa. Chiunque sia associato a Memorial rischia ora condanne fino a 10 anni di reclusione, mentre la semplice diffusione dei materiali dell’organizzazione diventerà un reato penale. 

Durissimo anche il commento di Denis Krivosheev, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale, il quale ha sottolineato come Memorial, per quasi quarant’anni, abbia impedito che le atrocità del passato e del presente venissero dimenticate.  

L’organizzazione si è occupata della documentazione sistematica delle vittime dei Gulag nel passato stalinista, delle violazioni commesse nei conflitti recenti in Cecenia, Georgia e Ucraina, e del monitoraggio della detenzione arbitraria di centinaia di attuali oppositori politici. “Etichettando Memorial come ‘estremista’, le autorità stanno criminalizzando il lavoro sui diritti umani”, ha spiegato Krivosheev, precisando che persino un “mi piace” o una condivisione sui social media relativi ai contenuti di Memorial potrà ora essere perseguito penalmente. 

La designazione odierna non è un episodio isolato, ma l’atto finale di una strategia di logoramento iniziata anni fa con l’applicazione della legge sugli “agenti stranieri”, che portò allo scioglimento del Centro per i diritti umani Memorial nel dicembre 2021. Nel febbraio 2026 è seguita la designazione di “organizzazione indesiderata” per le sedi estere in Svizzera e Germania, fino ad arrivare al bando totale per estremismo nell’aprile 2026, lo stesso meccanismo già utilizzato nel 2023 per criminalizzare la comunità LGBTIQ+. 

Il Parlamento Europeo ha assicurato che non resterà in silenzio, promettendo di utilizzare ogni strumento a disposizione affinché i responsabili di questa repressione ne rendano conto. Sia gli eurodeputati che Amnesty International chiedono alle autorità russe di revocare immediatamente la decisione, garantendo la libertà operativa a Memorial e alle altre organizzazioni della società civile, in conformità con il diritto internazionale.