BOLOGNA – Digos e Procura di Bologna stanno confrontando l’ordigno incendiario rimasto intatto e i resti di quello entrato in funzione sabato scorso sulla linea ferroviaria all’altezza di Castel Maggiore con i reperti di altri ordigni utilizzati negli ultimi anni per attentati in Italia, nel tentativo di individuare eventuali similitudini e restringere il campo degli autori.
L’episodio risale al giorno dei sabotaggi avvenuti in concomitanza con l’apertura delle Olimpiadi invernali e ha interessato i cavi dell’alta velocità su cui transitano gli impulsi della segnaletica ferroviaria e i dati relativi alla circolazione dei convogli.
Al momento, secondo quanto si apprende, non risultano in anni recenti nel territorio di Bologna altri casi di ordigni analoghi.
Parallelamente, gli investigatori del gruppo Terrorismo della Procura, coordinato dalla procuratrice Morena Plazzi, stanno analizzando un testo pubblicato sul blog di area anarchica sottobosko.noblogs e la rivendicazione dell’attentato di Pesaro apparsa sul sito, anch’esso di area anarchica, “La Nemesi”.
L’obiettivo è verificare eventuali continuità o differenze con precedenti rivendicazioni provenienti dagli stessi ambienti.
Sui fatti di Castel Maggiore la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando i reati di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.
L’ufficio giudiziario è in contatto con la Procura di Ancona, che sul sabotaggio di Pesaro procede per danneggiamento a seguito di incendio, interruzione di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo.