SALERNO - Si è dimesso il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, che lascia l’incarico in anticipo rispetto alla scadenza naturale prevista per ottobre. Con le dimissioni decade anche dalla carica di presidente della Provincia e si apre una fase di commissariamento del Comune.  

La decisione avvia un nuovo scenario politico che potrebbe spianare la strada a un ritorno alla guida della città dell’ex governatore della Campania Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno in passato. 

Napoli ha formalizzato le dimissioni con una lettera di poco meno di venti righe, consegnata alla segretaria generale del Comune, nella quale richiama “nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali ed una rinnovata spinta propulsiva e progettuale”.  

Il sindaco dimissionario ha escluso pressioni esterne, affermando che “non è assolutamente vero” che la scelta sia stata determinata da De Luca.  

Le dimissioni hanno suscitato dure reazioni da parte delle opposizioni, che hanno annunciato iniziative per chiedere verifiche agli organi competenti e hanno definito l’accaduto “indecente”. 

Vincenzo De Luca non ha commentato direttamente le dimissioni di Napoli, ma nel corso della consueta diretta settimanale ha parlato della situazione di Salerno e degli interventi da attuare.  

“Serve specializzare gli interventi della polizia municipale, dando un incentivo economico per intervenire”, ha detto, prospettando una linea repressiva “per dare sicurezza ai cittadini” e aggiungendo che intende “far capire a tutti che la ricreazione sta finendo”. Senza confermare una candidatura, De Luca ha lanciato segnali politici chiari, tornando a intervenire sui temi della sicurezza urbana e dell’ordine pubblico. 

Nel suo intervento non è mancato un riferimento anche al capoluogo. “Sento qualche imbecille parlare di una Napoli che è stata marginalizzata”, ha affermato, criticando l’amministrazione comunale guidata da Gaetano Manfredi e sostenendo che “l’unica cosa che non esiste a Napoli è un Comune a cui interessa la città”, mentre, a suo dire, la Regione avrebbe garantito alla città finanziamenti per circa sei miliardi di euro.