ROMA - Assenza prolungata dei controlli di sicurezza nei locali pubblici di Crans-Montana e sopralluoghi non abbastanza approfonditi: la Procura di Sion, che sta indagando sulla strage di Capodanno ne Le Constellation dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite, si sta concentrando ora sulle responsabilità del Municipio della stazione sciistica. Dopo Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del locale, le indagini coinvolgono anche due funzionari pubblici: Christophe Balet, responsabile del Servizio di sicurezza pubblica del Comune e il suo predecessore Ken Jacquemoud. Di fronte alla svolta investigativa rimane alta l’attenzione delle autorità italiane, che sperano di concretizzare al più presto la collaborazione tra le Procure di Sion e Roma.

Per il momento, però, l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornago, richiamato nella Capitale, rimane ancora lontano da Berna. Dovrebbe rientrare quando sarà costituita una squadra investigativa comune italo-svizzera, cosa tutt’altro che certa. “Non c’è alcun incidente diplomatico con la Svizzera - ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani -. Soltanto pretendiamo che si faccia giustizia”. E l’Italia “ha chiesto anche indagini congiunte perché ci sono morti e feriti italiani, non è una questione secondaria per noi”. L’allargamento dell’inchiesta di Sion, com’era ampiamente prevedibile, coinvolge un’amministrazione locale che non aveva effettuato sopralluoghi nel locale della strage da cinque anni e che nel 2025, su 128 esercizi pubblici della località, ne ha controllati solo 40. Nelle scorse settimane i due nuovi indagati erano già comparsi negli atti come persone informate sui fatti.