WASHINGTON - Una macchia rossa sul collo del presidente Donald Trump ha scatenato nelle ultime ore un’ondata di indiscrezioni e dibattiti virali sui social media. L’arrossamento, particolarmente evidente sul lato destro del collo proprio sopra il colletto della camicia, è stato immortalato dai fotografi dell’Afp e dell’Associated Press durante la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore nella East Room della Casa Bianca, questo lunedì 2 marzo. 

Davanti alle pressanti domande dei media, lo staff presidenziale ha provato a smorzare la polemica citando una spiegazione medica ufficiale. Il dottor Sean Barbabella, medico della Casa Bianca, ha rilasciato una dichiarazione per chiarire la natura dell’inestetismo: “Il presidente Trump sta utilizzando una crema molto comune sul lato destro del collo, prescritta dallo staff medico come trattamento preventivo per la pelle. Il presidente segue questa terapia da circa una settimana e si prevede che il rossore persisterà ancora per qualche settimana”. 

Nonostante la rassicurazione, la Casa Bianca ha scelto di non fornire dettagli specifici: non è stato comunicato il nome del farmaco, né la precisa condizione dermatologica che il trattamento dovrebbe prevenire. Alcuni referti medici dello scorso aprile menzionavano l’uso occasionale di una crema a base di mometasone, solitamente utilizzata per infiammazioni cutanee, ma non è chiaro se si tratti dello stesso preparato. 

A 79 anni, Trump è il presidente più anziano mai eletto nella storia degli Stati Uniti e il suo stato di salute è costantemente al centro dell’attenzione pubblica. I media hanno notato che segni di arrossamento erano già visibili in immagini ingrandite risalenti al 19 febbraio, durante una visita a Rome, in Georgia, e successivamente durante il discorso sullo Stato dell’Unione. 

Non è la prima volta che alcuni dettagli fisici del tycoon alimentano speculazioni. In passato, ad esempio, sono comparsi dei lividi sulle mani che erano stati attribuiti all’assunzione eccessiva di aspirina, farmaco che può causare fragilità capillare. Inoltre, lo scorso luglio, lo staff medico aveva confermato una diagnosi di insufficienza venosa cronica, descrivendola comunque come una condizione benigna piuttosto comune nelle persone sopra i 70 anni. 

Nonostante i piccoli segnali cutanei, il dottor Barbabella aveva riferito lo scorso dicembre che i controlli approfonditi effettuati in ottobre  (comprese le risonanze magnetiche a cuore e addome) avevano dato risultati “perfettamente normali”. Lo staff medico continua a descrivere lo stato di salute complessivo del presidente come “eccezionale”, sottolineando la sua capacità di mantenere ritmi di lavoro serrati.