ASSISI (Perugia) - Nel cuore della regione, mentre la città si prepara ad accogliere centinaia di migliaia di pellegrini per l’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco d’Assisi, si solleva un’ombra inattesa: quella del commercio online di presunte reliquie del santo. Un fenomeno che ha spinto i frati del Sacro Convento a rivolgersi alle autorità competenti affinché sia fatta chiarezza sul traffico di oggetti che, secondo i religiosi, non hanno alcuna autenticità. 

L’attenzione mediatica e dei fedeli è tutta concentrata sull’evento straordinario che vede, per la prima volta in tempi moderni, i resti mortali del ‘poverello’ esposti pubblicamente nella Basilica inferiore assisana fino al prossimo 22 marzo. L’ostensione, parte delle celebrazioni per l’ottocentenario della morte del santo, ha attirato da subito un flusso impressionante di visitatori, con migliaia di pellegrini in fila sin dalle prime ore del mattino per rendere omaggio alle ossa esposte in una teca davanti all’altare principale. 

Nel frattempo, però, è emerso un fenomeno che rischia di offuscare lo spirito di profondità e preghiera che caratterizza questa ricorrenza. Secondo i media e le autorità francescane, alcune presunte reliquie di San Francesco sono state messe in vendita su piattaforme online da venditori con base negli Stati Uniti, con prezzi che superano i 2.000 dollari e spedizioni garantite a domicilio. I frati del Sacro Convento hanno definito tali offerte “commercio per ingannare” e hanno invitato chi ha acquistato questi oggetti ad attivarsi denunciando il caso alla Polizia postale. 

“Le reliquie non sono in vendita”, ha ribadito fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazioni del convento, sottolineando come la vendita di frammenti o presunti oggetti legati al ‘poverello’ rappresenti non solo un abuso commerciale ma anche un’offesa alla memoria di Francesco e alla sensibilità dei fedeli. Le autorità ecclesiastiche e civili stanno valutando come procedere, anche alla luce delle normative che regolano la tutela del patrimonio religioso e culturale. 

Il contrasto tra la dimensione sacra dell’ostensione e quella mercantile di un mercato parallelo è così diventato un tema di dibattito: da un lato, l’esperienza di migliaia di pellegrini che, in silenzio e devozione, attendono per ore per accostarsi ai resti del santo; dall’altro, la logica dell’offerta e della domanda che trasforma oggetti, veri o presunti, in merce da trattare come qualsiasi altro bene. 

L’evento dell’ostensione ha una risonanza internazionale. Secondo fonti vaticane, oltre 370.000 persone hanno già visitato la Basilica inferiore dall’apertura dell’esposizione, con il contributo di centinaia di volontari impegnati nell’accoglienza e nella sicurezza dei flussi di visitatori.